Unicredit-Commerzbank: ecco cosa ne pensa BlackRock

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BlackRock sembrerebbe favorevole a un accordo Unicredit-Commerzbank, stando alle parole del suo amministratore delegato, Larry Fink. Nel corso di un’intervista rilasciata a latere della conferenza del Global Dialogue di Berlino, l’a.d. del più grande gestore patrimoniale del mondo ha affermato che “l’Europa ha bisogno di un sistema dei mercati dei capitali più forte e di un sistema bancario più unificato“. Questo in risposta a una domanda fatta dai giornalisti circa una possibile fusione dei due colossi finanziari di Italia e Germania. BlackRock attualmente è il più grande azionista di Unicredit con una quota del 5,12%, mentre risulta il terzo di Commerzbank dietro alla banca italiana e al governo tedesco. Al riguardo, Fink ha puntualizzato di non voler commentare nello specifico quanto sta accadendo tra le due società proprio per la presenza di BlackRock nell’azionariato di entrambe.

 

Unicredit-Commerzbank: la tensione rimane alta

Le dichiarazioni dell’amministratore delgato di BlackRock arrivano dopo il primo incontro, la scorsa settimana, tra i vertici delle due banche per tentare un dialogo costruttivo che ponesse fine agli attriti nati il 10 settembre, quando Unicredit è entrata nel capitale di Commerzbank  acquisendo un pacchetto del 9%. Una mossa che il governo tedesco ha considerato ostile e che ha fatto insorgere i sindacati in Germania. L’istituto milanese è stato accusato di volersi impadronire di un fiore all’occhiello del sistema bancario tedesco ed è stata ventilata l’ipotesi di chiusure di filiali e licenziamenti di personale. Tra l’altro, a parere delle istituzioni tedesche, una fusione metterebbe a rischio il supporto finanziario alle piccole e medie imprese del Paese che costituiscono la spina dorsale del sistema produttivo nazionale.

Dal canto suo Unicredit è andata avanti spedita, chiedendo l’autorizzazione alla Banca centrale europea di superare il tetto del 10% del capitale di Commerzbank. Nell’attesa, ha prenotato tramite derivati l’acquisto di altre azioni per arrivare a una quota del 21%. Se da Francoforte dovesse arrivare il via libera, Gae Aulenti si avvicinerebbe alla soglia del 30%, oltre la quale scatta l’obbligo di presentare un’offerta pubblica di acquisto.

Nell’incontro tra Andrea Orcel e Bettina Orlopp di venerdì scorso il clima è rimasto teso. Gli analisti ritengono che la soluzione migliore per la seconda banca di Germania sia quella di un dialogo aperto con il rivale italiano, in quanto Orcel avrebbe il sostegno degli azionisti istituzionali se dovesse lanciare un’OPA. Stabilendo alcune condizioni nell’interesse di entrambe, si potrebbero evitare le conseguenze più indesiderate e tanto temute dal cancelliere Olaf Scholz e dai rappresentanti dei lavoratori.

 

L’emissione di AT1 in dollari della banca tedesca

Nel frattempo Commerzbank ha ricevuto ordini per oltre 2,4 miliardi di dollari sulla vendita di obbligazioni Additional Tier 1 (AT1), in quella che è la prima emissione di bond da quando si è aperta la vicenda Unicredit. Lo spread relativo agli AT1 tra Commerzbank e Unicredit si è invertito dopo che la banca italiana ha rivelato le sue partecipazioni nell’istituto di credito tedesco. “Commerzbank sta capitalizzando sulla contrazione degli spread che ha registrato a seguito dell’approccio di Unicredit”, ha detto Jakub Lichwa, gestore di portafoglio di TwentyFour Asset Management. “Considerando la gara d’appalto per l’accordo esistente, vediamo la nuova emissione come un approccio prudente ai prossimi bandi del 2025”.

Secondo Bjorn Norrman, analista senior degli investimenti di Aegon Asset Management, “la possibilità di un legame con Unicredit probabilmente significa che Commerzbank otterrà condizioni migliori sul nuovo accordo. La tempistica riflette le condizioni di mercato favorevoli e il fatto che nelle ultime settimane abbiamo assistito a molte operazioni di successo di AT1 in dollari”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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