Unicredit studia uscita da Russia, cosa fare con le azioni in Borsa?
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Unicredit studia uscita da Russia, cosa fare con le azioni in Borsa?

Unicredit studia uscita da Russia, cosa fare con le azioni in Borsa?

Mentre le banche occidentali cercano di evitare pesanti svalutazioni uscendo dalla Russia, l’italiana Unicredit e l’americana Citigroup stanno lavorando all’ipotesi di uno scambio di asset (swap) con istituzioni finanziarie russe, secondo quanto ha riportato la scorsa settimana il Financial Times. Unicredit avrebbe già ricevuto diverse offerte da istituzioni finanziarie russe per l’acquisto della sua filiale locale da quando il suo amministratore delegato, Andrea Orcel, ha dichiarato a marzo che l’istituto sta valutando la possibilità di uscire dal Paese, secondo quanto ha riferito il quotidiano, citando persone anonime vicine al dossier.

Citigroup è un passo avanti. Citigroup è la più diversificata a livello internazionale tra le grandi banche con sede negli Stati Uniti. Fornisce finanziamenti commerciali alle società e gestione patrimoniale a miliardari di tutto il mondo. L’anno scorso l’amministratore delegato, Jane Fraser, aveva anticipato che la banca avrebbe ceduto il business consumer in Russia insieme a una dozzina di altre attività simili nei mercati asiatici e nell’area Emea che, a suo dire, sono troppo piccole per essere mantenute. Da allora Citi ha trovato acquirenti per molte di queste attività.

Unicredit avrebbe già rifiutato una prima offerta. Invece, Unicredit avrebbe ricevuto un’offerta per la sua controllata in Russia da Interros Capital, la società di investimento di Vladimir Potanin, uno degli uomini più ricchi della Russia e un oligarca che non è stato sanzionato da Stati Uniti, Gran Bretagna e Unione Europea, ma la banca italiana avrebbe rifiutato l’offerta, ha aggiunto il Financial Times. Entrambe le banche non hanno commentato. La francese Société Générale ha già accettato di vendere la sua controllata russa, Rosbank Pjsc, proprio a Interros Capital.

Cet1 ratio in calo di 128 punti base. A marzo Unicredit, nel comunicare la trimestrale, ha indicato di avere ridotto l’esposizione alla Russia di 2 miliardi di euro, di aver effettuato rettifiche per 1,3 miliardi e ha segnalato una perdita di 7,4 miliardi nello scenario peggiore. Inoltre, ha confermato i suoi dividendi cash e i piani per il riacquisto di azioni (buyback). “La situazione rimane fluida in quanto altre banche russe sono state aggiunte alla lista di quelle soggette a sanzioni”, ha commentato un analista, ricordando che in occasione dei risultati del primo trimestre di quest’anno Unicredit aveva indicato in -128 punti base l’impatto massimo derivante dalla Russia sul suo coefficiente patrimoniale Cet1 ratio, con un impatto già spesato per 92 punti base.

 

Unicredit: quotazioni sono in fase rialzista grazie agli istituzionali

Il titolo Unicredit è decisamente impostato al rialzo nel breve termine, anche grazie alla performance molto positiva registrata nella seduta di ieri (2,48%). Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni sono rimaste quasi tutta la giornata all’interno di uno stretto trading range compreso tra i livelli 10,440 e 10,562, per poi accelerare in crescendo sul finale fino alla chiusura a quota 10,664.

Dallo scorso 11 maggio, quando i prezzi con una seduta particolarmente positiva hanno trovato la forza di superare contemporaneamente l’indicatore Supertrend e la propria media mobile a 25 periodi, l’azione sta salendo con costanza e regolarità, senza mai alcun ritracciamento degno di nota. L’andamento è piuttosto insolito e l’unica spiegazione può essere fornita dal fatto che gli operatori istituzionali stanno rientrano sul titolo, dopo averlo svenduto violentemente nel mese di febbraio. Gli acquisti stanno avvenendo quotidianamente e con size limitate, quasi a volersi nascondere. Ma poco importa, poiché proprio ieri è stato realizzato anche il breakout del livello 10,500 e quindi, non risulta più particolarmente ambizioso fissare il prossimo target in area 11 euro.

Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile solo al superamento del livello 10,714 con target nell’intorno dei 11 euro, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 10,406 con obiettivo molto vicino al livello 10,114.

 


L’andamento di breve termine del titolo UNICREDIT

AUTORE

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi

Alessandro Aldrovandi, trader specializzato nella negoziazione per conto proprio di futures, azioni ed ETF, italiani ed esteri, sia con strategie discrezionali che quantitative. È autore di alcune pubblicazioni sulle tecniche di trading, organizza periodicamente corsi di formazione ed è stato più volte relatore nei principali convegni dedicati alla finanza e agli investimenti sia in Italia che all’estero. Interviene spesso nelle trasmissioni televisive sul canale finanziario ClassCNBC e pubblica articoli per varie testate giornalistiche. Offre anche servizi di consulenza generica.

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