UniCredit: trimestrale batte le attese, pronti 3,75 miliardi per gli azionisti
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UniCredit: trimestrale batte le attese, pronti 3,75 miliardi per gli azionisti

UniCredit: la trimestrale batte le attese e la banca distribuisce 3,75 miliardi di euro

UniCredit arretra a Piazza Affari dell’1% dopo un buon inizio, seguendo la tendenza dell’indice milanese che viaggia in territorio negativo. Ad attirare gli investitori verso il titolo di Piazza Gae Aulenti era stata l’ottima trimestrale rilasciata dalla Banca e soprattutto la decisione di distribuire agli azionisti fino a 3,75 miliardi di euro tra dividendi e buyback. L’Amministratore Delegato Andrea Orcel ha espresso soddisfazione sui dati sottolineando che è stato superato il target riguardo i ricavi, i costi e gli utili per l’anno, con un ritorno sul patrimonio netto tangibile del 7,3%. Questo permette di aumentare i rendimenti degli azionisti senza mettere a rischio la già solida situazione patrimoniale dell’azienda.

 

UniCredit: i numeri della trimestrale

La seconda banca italiana per capitalizzazione ha registrato ricavi per 4,436 miliardi di euro nell’ultimo trimestre del 2021, in crescita rispetto ai 4,236 miliardi dello stesso periodo del 2020 e superando le attese degli analisti che li davano a 4,207 miliardi. L’utile operativo è stato di 1,963 miliardi, in netto aumento in confronto agli 1,78 miliardi dello scorso anno e maggiore degli 1,673 miliardi del consensus.

Considerando tutto l’anno 2021, UniCredit ha terminato con ricavi complessivi per 17,954 miliardi, in aumento sui 17,132 miliardi del 2020, e un utile netto per 3,9 miliardi (EPS 1,58 euro) che ha battuto i 3,7 miliardi attesi. Si è ridotto anche il rapporto costi/ricavi: 55,7% vs 57,2% dell’anno precedente. Quanto ai numeri sulla solidità patrimoniale si rileva un CET1 ratio 2021 al 15,03% e un CET1 ratio pro-forma al 14,13%, a fronte di attese del 14%, nonché una generazione organica di capitale per 6,52 miliardi di euro.

 

UniCredit: outlook 2022

I risultati riferiti nella trimestrale preparano il terreno al modello di basso assorbimento di capitale dell’istituto di credito, stando alle parole di Orcel, il che significa che gli azionisti ne trarranno beneficio. Infatti è stata proposta la distribuzione ordinaria di 1,17 miliardi in contanti per dividendi e 2,58 miliardi per riacquisti di azioni, per un totale di 3,75 miliardi di premialità, come mai è successo nella storia della banca. L’Assemblea degli azionisti del prossimo 8 aprile sarà chiamata all’approvazione dell’iniziativa.

Per il 2022 comunque il CEO aziendale prevede un utile netto sopra i 3,3 miliardi di dollari e ha aperto le porte a progetti di fusione e acquisizione, pur mantenendo ben saldi i criteri stabiliti dalla banca prima di procedere, sempre nell’interesse degli azionisti.

In particolare, sul discorso dell’M&A con la banca russa Otkritie Bank, Orcel ha affermato che l’istituto fa parte della rete UniCredit con una presenza superiore rispetto al costo del capitale e inoltre ciò non ha impatto sul rischio vista la dimensione sul totale degli assets del gruppo milanese. Tuttavia, il contesto geopolitico che si sta vivendo in Russia suggerisce il ritiro da un’ipotesi di fusione. Ad ogni modo, UniCredit valuta la possibilità di acquisire una quota di controllo di Otkritie nel corso dell’IPO, una volta che questa sia stata risanata dalla Banca di Russia.

 

Le opinioni degli analisti sulla trimestrale

Gli analisti hanno espresso positività sui conti aziendali e confermato il giudizio BUY sulle azioni UniCredit. Citi ha dichiarato che i conti sono migliori delle attese grazie a una maggiore efficienza di ricavi e costi e a un capitale più forte. Con questo ha fissato a 15,7 euro da 13,8 il prezzo obiettivo per il titolo in Borsa. Anche gli analisti della banca concorrente Intesa Sanpaolo hanno giudicato positivamente la minore base dei costi rispetto a quanto si aspettava il mercato, oltre a un capitale più solido che potrebbe supportare una strategia di maggiore distribuzione agli azionisti. Intesa conferma il suo target price a 16,9 euro. Kepler Cheuvreux invece fa il punto sulla guidance 2021, sottolineando come le stime della banca e quelle del consensus fossero allineate.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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