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USA: con inflazione alta e disoccupazione bassa sarà recessione

USA: inflazione alta e disoccupazione bassa per la prima volta da 70 anni

E’ da 70 anni che l’economia USA non vede convivere alta inflazione e bassa disoccupazione. Oggi l’indice dei prezzi al consumo presenta un tasso di crescita dell’8,3%, mentre solo il 3,6% degli americani che cercano lavoro non lo trova. L’ultima volta che l’inflazione era superiore all’8% e il tasso di disoccupazione inferiore al 4% in contemporanea correva l’anno 1951. Allora era stata la guerra di Corea a far lievitare i prezzi, oggi invece contribuisce la guerra Russia-Ucraina, esacerbando una situazione già critica anche prima, con il deficit dell’offerta determinato dai vincoli alla catena di approvvigionamento.

Solitamente un livello di occupazione così alto è un fattore positivo, ma in questo contesto lo è di meno. Il mercato del lavoro statunitense sta affrontando un problema molto serio dal lato dell’offerta, con aziende che non riescono a trovare manodopera. Questo esercita pressione sui salari, che sono spinti al rialzo e, in un contesto inflazionistico di questa portata, contribuisce ad alimentare la spirale dei prezzi.

 

Inflazione alta e disoccupazione bassa: la storia dice che ci sarà recessione

Tutto ciò cosa significa? La conseguenza è che la Federal Reserve farà molta fatica ad abbattere l’inflazione senza innescare una recessione. Lawrence Summers, ex Segretario al Tesoro USA, ha osservato che tutte le volte che il carovita è stato superiore al 4% e la disoccupazione inferiore al 5% negli ultimi 75 anni, gli Stati Uniti nell’arco di 2 anni hanno visto l’economia arretrare.

Nello specifico, queste condizioni si sono verificate: da gennaio a novembre del 1948, con una recessione che si è manifestata a novembre dello stesso anno; da dicembre 1950 a gennaio 1952, con recessione arrivata nel luglio del 1953; da giugno 1968 a giugno 1970, con recessione sopraggiunta a dicembre 1969; da marzo a dicembre 1973, con l’esclusione di aprile e recessione iniziata a novembre dello stesso anno; da maggio a luglio 2006, con recessione a dicembre 2007.

Il problema adesso è capire se la Fed abbia gli strumenti adatti per evitare anche stavolta che l’economia americana subisca lo stesso destino. Secondo Jamie Dimon, Amministratore Delegato di JP Morgan, l’istituto centrale è rimasto così indietro alla curva dei tassi che ora deve agire in modo più aggressivo per contenere l’inflazione e riportarla sotto controllo. Il prezzo da pagare potrebbe essere troppo alto, perché la Banca è in notevole ritardo.

Del resto, nemmeno il Governatore Jerome Powell crede davvero che si possa raggiungere l’obiettivo dell’atterraggio morbido. Negli ultimi tempi i toni si sono inaspriti anche rispetto all’ultima riunione della Fed del 3-4 maggio. In una intervista recente, Powell ha dichiarato che un contesto per l’economia USA dove l’inflazione torna al target del 2% e il mercato del lavoro rimane forte, è un target difficile da realizzare per ora.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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