Usa: cresce anche il manifatturiero. E Wall Street ringrazia
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USA: CRESCE IL MANIFATTURIERO, ANCHE SE SOTTO LE ATTESE

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 Il settore manifatturiero sorride a Donald Trump. Wall Street, apertura tonica

 

Non c’è solo Donald Trump a esultare per i risultati del lavoro americano. Anche Wall Street ha aperto in territorio positivo, accelerando nel corso della seduta e portando ulteriori acquisti anche sui mercati europei. Dopo i dati sull’occupazione, aumentati oltre le attese, è arrivato infatti anche l’aggiornamento dell’attività manifatturiera americana, anch’essa migliorata: 51,3 a ottobre, punteggio superiore ai 51,1 di settembre e della stima flash. Non solo: si tratta del valore più alto dal mese di aprile scorso. C’è da dire che le previsioni davano una lettura a 51,5, e quindi il dato ha sostanzialmente deluso le attese. Ma si tratta comunque di un progresso nei confronti del mese precedente, per un andamento molto simile a quello dell’Ism manifatturiero, l’indice che misura la performance del settore manifatturiero negli Stati Uniti. Salito, anche in questo caso, ma meno delle previsioni.


Grafico Indice direttori agli acquisti del settore manifatturiero Usa by TradingEconomics

Migliora l’Ism Manifatturiero ma meno delle attese e sotto i 50 punti

L’indice di riferimento redatto dall’Institute for Supply Management è salito a 48,3 punti, dai 47,8 del mese precedente; le attese erano per un rialzo a 49,1 punti. Da segnalare che un valore al di sopra della soglia dei 50 punti indica una fase di espansione della congiuntura, viceversa un dato sotto i 50 punti indica una contrazione. Ciò nonostante, anche questi dati hanno contribuito alla buona apertura di Wall Street. Per quanto riguarda le componenti dell’indice, quella sull’occupazione è salita a 47,7, dai 46,3 punti di settembre. Quella sui prezzi invece è scesa da 49,7 a 45,5 punti. In aumento i nuovi ordini a 49,1 (da 47,3) mentre quella sulla produzione è scesa da 47,3 a 46,2 punti.

Wall Street tonica, pioggia di acquisti anche sulle borse europee

Giornata di forti guadagni per la borsa di New York: Dow Jones +0,88%, S&P500 +0,8% e Nasdaq +0,78%, come l’S&P 100 (0,8%). In luce sul listino nordamericano S&P 500 i comparti energiabeni industriali e materiali. In rialzo anche il petrolio, sostenuto dai dati sull’occupazione americana superiori alle attese: per il Wti un rialzo di oltre il 2% che permette al greggio di riportarsi sopra quota 55 dollari al barile. Wall Street mette ulteriore carburante anche sugli indici europei, con il Ftse Mib maglia rosa con più dell’1% di guadagni.


Grafico S&p500 by TradingView

 

Fed, improbabile un nuovo QE

Intanto da Assiom Forex arriva un importante sondaggio riguardante la Federal Reserve: secondo la maggioranza degli operatori, la Fed non lancerà un nuovo programma di quantitative easing, nonostante nel corso delle ultime settimane l’istituto guidato da Jerome Powell abbia dovuto effettuare continue iniezioni di liquidità nel sistema finanziario americano. L’indagine, condotta assieme al Sole 24 Ore e Radiocor, riporta un 68% di consensi sul fatto che la banca centrale americana si limiterà a continuare a tagliare i tassi di interesse (come ha fatto nuovamente mercoledì 30 ottobre) e manterrà il quantitative easing nel suo arsenale, da utilizzare solo in caso di recessione. Solo per il 32% degli esperti invece è possibile che la Fed imiti la Bce e lanci un nuovo programma di acquisti di asset, in risposta a un chiaro rallentamento del tasso di crescita dell’economia.

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