È un’altra seduta da incubo quella di Wall Street dopo la prima ora e mezza di contrattazioni. L’S&P 500 scende di circa il 3% percento mentre il Nasdaq affonda di quasi il 4%. Il nuovo sell-off si aggiunge a quello di venerdì scorso, quando la Borsa americana è stata colpita da un’ondata di vendite conseguente alla lettura dei dati sull’occupazione. Gli Stati Uniti ora creano meno posti di lavoro, mentre il tasso di disoccupazione è balzato al 4,3% quando fino a pochi mesi fa si trovava al 3,5%. Ciò ha fatto pensare all’arrivo di una recessione nella principale economia del mondo. Secondo gli economisti di Goldman Sachs, la probabilità che l’economia USA si contragga nel 2025 è del 25%, in netto rialzo rispetto a una precedente stima del 15%. Gli analisti di JPMorgan Chase sono più pessimisti e prevedono una recessione con una probabilità del 50%.
Proprio la big bank USA si è unita di recente alla schiera di analisti di mercato che sollecitano la Federal Reserve a tagliare i tassi di interesse di 50 punti base a settembre . Una mossa drastica che potrebbe arrivare se i prossimi dati macroeconomici dovessero dare conferma di uno scenario recessivo. La Banca centrale americana ha ricevuto pesanti critiche per non aver abbassato il costo del denaro nella riunione di luglio, anche da esponenti illustri quali l’amministratore delegato di Tesla Elon Musk.
Wall Street: fuga dalla tecnologia
Gli investitori stanno vendendo indiscriminatamente a Wall Street, ma a essere colpite sono in particolare le grandi aziende tecnologiche, che fino a poco tempo fa hanno guidato il grande rally della Borsa USA. Tra queste Tesla e Nvidia.
La casa automobilistica perde circa il 5% sotto i 200 dollari per azione, il valore più basso dal 26 giugno 2024. Quest’anno il titolo ha perso circa il 16% finora, sebbene abbia aumentato il suo valore del 14% negli ultimi tre mesi. Gli investitori si sono irrigiditi quando hanno visto un calo preoccupante dei margini aziendali a seguito della guerra dei prezzi innescata proprio da Tesla per cercare di arginare l’ascesa dei competitor cinesi. Il mercato aveva riposto le speranze sul fatto che la guida autonoma potesse fornire al colosso di Austin un vantaggio competitivo sui rivali. L’ultima trimestrale però è stata molto deludente, sia perché ha confermato una domanda debole di auto elettriche e una contrazione dei margini, sia soprattutto in quanto l’azienda ha annunciato ritardi nell’arrivo sul mercato dei robotaxi.
Per quanto riguarda Nvidia, si attende con trepidazione e anche grande preoccupazione la pubblicazione dei conti trimestrali del 28 agosto. Oggi il titolo lascia sul terreno circa l’8% a Wall Street, scivolando sotto i 100 dollari per la prima volta dal 22 maggio. Il gigante dei chip è forse quello maggiormente monitorato tra le big tech, perché rappresenta un punto di riferimento importante sull’andamento dell’intelligenza artificiale. Dopo la pubblicazione dei conti di Alphabet, Microsoft e Amazon, gli investitori stanno coltivando il dubbio che forse la nuova tecnologia non sarà così prorompente in termini di maggiori ricavi e utili aziendali.
Da maggio dello scorso anno, Nvidia ha puntualmente smentito in ogni trimestrale quanti puntavano il dito sul clamore esagerato nei confronti dell’AI (Artificial Intelligence). Tuttavia, mentre prima il mercato comprava le azioni in attesa della trimestrale per poi ricomprare massicciamente dopo la lettura dei dati, ora sta prendendo una posizione netta ribassista. Questa perdita di fiducia potrebbe essere molto pericolosa, perché ora l’asticella relativamente ai conti Nvidia è molto alta e risultanze al di sotto del consensus rischiano di scatenare un sell-off ancora più pronunciato di quello attuale.









