Wall Street: ecco perché il 2025 potrebbe essere un anno difficile

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Il 2025 non è stato molto prospero fino a questo momento per le azioni USA a Wall Street. L’indice S&P 500 ha guadagnato poco più dell’1% dall’inizio dell’anno, sottoperformando l’indice Msci All Country World esclusi gli Stati Uniti di circa 6 punti percentuali. Questo vuol dire che la Borsa americana procede molto più a rilento rispetto agli altri mercati internazionali. Si tratta di un segnale davvero poco confortante se si guarda a quanto successo in passato in una situazione simile. Secondo un’analisi di Bloomberg relativa agli ultimi 35 anni, ogni volta che il principale benchmark americano ha fatto peggio dell’indice internazionale citato di oltre 2,8 punti percentuali a metà febbraio (come ha fatto quest’anno), alla fine dell’anno non ha mai sovraperformato. Ci sono stati sei casi in cui l’S&P 500 è rimasto indietro rispetto alla controparte a metà febbraio e in media ha chiuso l’anno con una ritardo di circa il 6%.

Guardando agli ultimi anni, è chiaro che puntare contro il mercato americano può essere rischioso. Nel 2022 e nel 2023 Wall Street è cresciuta di oltre 20 punti percentuali nel suo indice più rappresentativo e dal 2010 ha ottenuto una performance media del 14% annuo. Nel 2025 però sembra che il rapporto tra gli investitori e le azioni americane si sia sfilacciato. Il boom dell’intelligenza artificiale che ha guidato il grande rally fino a poco tempo fa non è più un catalizzatore. Anzi, proprio la nuova tecnologia potrebbe far arretrare le quotazioni alla Borsa di New York dopo l’intrusione prepotente della startup cinese DeepSeek nel settore.

Il mercato è anche molto preoccupato per l’atteggiamento del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti delle altre nazioni, soprattutto alleate degli USA. I timori attengono non solo a questioni commerciali in relazione ai dazi, ma anche a temi di natura geopolitica sul fronte della guerra Russia-Ucraina. Le tensioni in corso non fanno il gioco delle azioni che più di tutte sono cresciute negli anni. Di conseguenza, gli investitori preferiscono altre Borse oppure rifugiarsi in porti sicuri come l’oro.

 

Wall Street: le banche USA vedono ribassi

Sarà quindi un anno difficile per Wall Street? Di questo è convinto David Kostin, strategist di Goldman Sachs, che ne attribuisce la causa alle preoccupazioni per l’economia statunitense. “L’esposizione degli investitori è diminuita la scorsa settimana dopo che il benchmark ha brevemente cancellato i suoi guadagni del 2025, ma non è ancora abbastanza bassa da suggerire un rialzo tattico a causa di un posizionamento depresso”, ha scritto in una nota. “Sarà necessario un miglioramento delle prospettive di crescita economica degli Stati Uniti per invertire completamente la recente debolezza del mercato azionario”. L’esperto non è molto ottimista e ha abbassato la stima di crescita degli utili aziendali dall’11% al 9% per l’intero anno. “Per il 2025, i rendimenti azionari saranno più modesti rispetto allo scorso anno e corrisponderanno alla traiettoria di crescita degli utili”, ha scritto. Gli analisti di Goldman Sachs hanno avvertito, in un recente rapporto, sulla possibilità di ulteriori ribassi a Wall Street. “I mercati stavano prezzando aspettative più ottimistiche per gli asset statunitensi rispetto a quelli non statunitensi nel 2025, il che ha fissato un livello più basso per i dati macro USA per deludere e uno più alto per sorprendere in positivo”.

Altrettanto pessimisti sulle sorti della Borsa americana sono in Morgan Stanley. Lo strategist Michael Wilson vede una maggiore sensibilità delle azioni USA alla crescita economica piuttosto che a un calo dei rendimenti obbligazionari. Mentre il capo degli investimenti Lisa Shalett ha affermato che gli investitori potrebbero trascurare i rischi geopolitici, compresi quelli derivanti dallo spostamento degli impegni degli Stati Uniti nei confronti della Nato e dell’Unione europea.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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