Wall Street: economisti e investitori vedono l’S&P a 6.000 punti

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Wall Street salirà ancora, con l’indice S&P 500 che arriverà a 6.000 punti prima della chiusura dell’anno. Questo è quanto risulta da un sondaggio condotto da Bloomberg tra il 14 e il 18 ottobre in cui sono stati interpellati 411 tra economisti, gestori di portafoglio e investitori retail. Le previsioni arrivano mentre il gran giorno delle elezioni presidenziali USA si avvicina, il che potrebbe movimentare le quotazioni in Borsa sulla base di chi sarà il prossimo inquilino alla Casa Bianca.

Tuttavia, gran parte degli intervistati ritiene che a influenzare l’andamento delle azioni saranno principalmente le trimestrali che questa settimana entrano nel vivo. Circa il 20% delle società componenti l’S&P 500 pubblicherà i risultati e si aggiungerà a circa 70 aziende che lo hanno già fatto. Finora i numeri sono stati confortanti, soprattutto nel settore bancario dove i grandi colossi finanziari hanno mostrato risultati oltre le aspettative. Tutto ciò ha incoraggiato gli investitori a comprare azioni, il che dimostra come le chiamate agli utili abbiano un’importanza vitale per il sentiment del mercato.

Una quota inferiore degli intervistati pensa che anche l’entità dell’allentamento monetario della Federal Reserve abbia un ruolo decisivo nella corsa di Wall Street. La Banca centrale americana ha effettuato un maxi-taglio dei tassi di interesse a settembre (-0,5%), ma i buoni dati sull’economia statunitense hanno allontanato la prospettiva che l’istituto guidato da Jerome Powell possa ripetersi con la stessa intensità nelle prossime riunioni. Occorre dire, tuttavia, che il cambio di aspettativa non ha influito più di tanto sul rally azionario che ha aggiornato costantemente i suoi massimi storici.

In definitiva, dal sondaggio è emerso che il 45% del campione ha puntato sulle trimestrali come fattore determinante per l’andamento dei listini; mentre l’esito delle elezioni e la Fed rappresentano rispettivamente il 39% e il 16% delle preferenze.

 

Wall Street: le Big tech scendono in campo con le trimestrali

Le Big tech riscuotono la massima fiducia dai partecipanti al sondaggio. Per il 75% di questi ultimi, le Magnifiche sette batteranno le aspettative. “Il recupero delle Magnifiche sette dopo un trimestre poco brillante è uno scenario interessante da guardare in questo momento”, ha detto Anastasia Amoroso, direttrice degli investimenti di iCapital. Il primo colosso tecnologico che pubblicherà gli utili del terzo trimestre è Tesla, il 23 ottobre. La prossima settimana entreranno in azione Alphabet il 29 ottobre, Meta Platforms e Microsoft il 30 ottobre, Apple e Amazon il 31 ottobre, mentre Nvidia chiuderà il cerchio molto più tardi il 14 novembre.

Il gigante dei chip sarà tenuto particolarmente sotto osservazione. L’ultima trimestrale ha riportato risultati migliori delle stime, ma il ritmo è rallentato rispetto a quanto avvenuto nei precedenti trimestri. Il che è in parte fisiologico: mantenere numeri eclatanti per lunghi periodi di tempo non è possibile. Il mercato ha risentito dal colpo e ha venduto le azioni per un breve periodo. In seguito il titolo Nvidia è tornato alla ribalta e il 45% degli intervistati scommette che gli utili del più grande produttore al mondo di semiconduttori spingeranno ancora le azioni in Borsa.

 

E i finanziari?

Una parte di coloro che hanno risposto al sondaggio ritiene che Wall Street sarà guidata anche dai titoli finanziari in questo trimestre. Nel mese di ottobre, il settore è stato il più performante tra gli 11 dell’S&P 500. Ciò è avvenuto grazie ai guadagni delle Big bank statunitensi, che sono andati oltre le attese del consensus. L’allentamento della Fed e il calo dei rendimenti sul mercato non hanno inciso più di tanto. Anzi, alcune banche come JPMorgan – strettamente legate al core business della redditività netta da interessi – hanno sfoderato numeri sorprendenti.

Un ambiente di tassi alti è ovviamente favorevole alle banche, in quanto esse adeguano al rialzo i tassi su mutui e prestiti in maniera molto più celere rispetto a quanto fanno con i tassi sui depositi dei clienti. Tuttavia, le azioni bancarie tendono a salire quando la Banca centrale taglia i tassi, perché ciò stimola i prestiti e rilancia le attività economiche, oltre a creare un contesto migliore per le operazioni di trading e investment banking.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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