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Wall Street: Goldman Sachs prevede un’impennata della volatilità

Wall Street: Goldman Sachs, in arrivo un'impennata di volatilità

Wall Street si prepara a un’esplosione della volatilità, secondo gli strategist di Goldman Sachs. A indicarlo sarebbero i dati sulle opzioni del VIX, l’indice che esprime la volatilità dei derivati sulle azioni dell’S&P 500. Gli investitori hanno aumentato la domanda di coperture contro improvvisi crolli del mercato, proprio in un momento in cui il VIX si trova a un livello storicamente molto basso. La banca americana suggerisce che la propensione al rischio a Wall Street abbia raggiunto il massimo dal 2021 grazie all’ottimismo degli investitori sull’economia americana e sulla politica monetaria della Federal Reserve, nonché a una stagione delle trimestrali migliore del previsto. Ora, però, la Borsa è attesa da eventi che potrebbero generare grandi oscillazioni.

Tra tutti spicca la trimestrale di domani del gigante dei semiconduttori Nvidia. Secondo i dati della società di analisi di opzioni Trade Alert, è prevista una variazione in entrambe le direzioni dell’8,7% delle opzioni sulle azioni Nvidia a seguito della pubblicazione dei conti. Questo significherebbe un’oscillazione della capitalizzazione di mercato della società di Santa Clara di 200 miliardi di dollari, una cifra superiore al valore complessivo di circa il 90% delle società che fanno parte dell’indice S&P 500. “I mercati stanno scontando meno rischi di drawdown prolungato da ora in avanti, ma sono preoccupati per i picchi temporanei della volatilità” ha affermato Andrea Ferrario, strategist di Goldman Sachs. “Con un’elevata concentrazione del mercato, anche gli eventi idiosincratici come gli utili di Nvidia possono essere importanti”.

 

Wall Street: le grandi banche vedono rialzi

Il monito di Goldman Sachs su improvvise impennate di volatilità non cambia la visione generale positiva che gli strategist delle principali banche d’affari hanno sulle azioni a Wall Street. Recentemente in molti sono diventati più ottimisti sull’S&P 500. Citigroup rileva un aumento dei livelli di riposizionamento “quasi unilaterale”. Michael Wilson, strategist di Morgan Stanley, a lungo ribassista sulle azioni USA, ha cambiato il suo outlook sulla Borsa americana e ora vede l’S&P 500 a 5.400 punti entro giugno 2025, da una precedente stima a 4.500. Il benchmark ha chiuso l’ultima seduta a 5.308, aggiornando durante le contrattazioni il record storico a 5.325. Wilson ritiene che nei prossimi due anni gli utili delle società americane si espanderanno, il che darà sostegno alle quotazioni in Borsa. “Negli Stati Uniti prevediamo una robusta crescita degli utili per azione insieme a una modesta compressione dei multipli” ha scritto lo strategist in una nota.

Deutsche Bank ha alzato il suo target per fine 2024 a 5.500 punti da una stima precedente di 5.100, risultando la banca con l’obiettivo di prezzo più alto. Anche l’istituto tedesco è convinto che una revisione al rialzo dei guadagni aziendali farà da supporto alle valutazioni elevate delle azioni in Borsa: “Anche se tutta la crescita potrebbe non materializzarsi quest’anno, pensiamo che la fiducia del mercato in una continua ripresa aumenterà entro la fine del 2024, sostenendo i multipli azionari”.

L’unico nell’ambito delle big bank rimasto con una posizione ribassista sulle azioni statunitensi è Marko Kolanovic, strategist di JPMorgan Chase, che all’inizio di questa settimana in una nota ha esortato i clienti a non comprare. Tra le ragioni alla base di questa valutazione sono da annoverare: le valutazioni elevate delle azioni, la probabilità che i tassi di interesse della Fed rimangano alti più a lungo, l’inflazione che si manterrà elevata, il calo della domanda dei consumatori e le tensioni a livello geopolitico. “Una posizione negativa sulle azioni ha danneggiato la performance del nostro portafoglio multi-asset nell’ultimo anno”, ha riconosciuto Kolanovic. Tuttavia, “al momento non vediamo le azioni come investimenti interessanti e non vediamo alcun motivo per cambiare la nostra posizione”, ha asserito.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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