Wall Street: i grandi investitori potrebbero sostenere il rally

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Gli investitori a Wall Street hanno assunto una posizione attendista dopo che il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha minacciato di far ripartire la guerra commerciale. L’inquilino della Casa Bianca sta inviando una sfilza di lettere a diversi Paesi minacciando tariffe salate a partire dal 1° agosto nel caso non venissero raggiunti degli accordi commerciali. Una situazione che genera una costante apprensione e tarpa le ali agli indici borsistici americani.

Tra l’altro, per fine luglio potrebbe arrivare un’altra batosta in tema di dazi, con prelievi del 50% sulle importazioni di rame da parte degli Stati Uniti. La mossa potrebbe essere pericolosa per l’economia statunitense, a giudizio degli osservatori di mercato. Il rame è un metallo molto utilizzato nell’industria e le aziende Usa importano gran parte della materia prima adoperata nei loro processi produttivi. Giocoforza, tariffe del 50% potrebbero determinare un aumento dei costi che andrebbe a colpire la redditività delle imprese americane. Ciò rischierebbe di intaccare la produzione e gli investimenti, portando a una stagnazione economica. In questo articolo:

 

  • Wall Street: i grandi investitori potrebbero sostenere il rally
  • Cosa bisognerà considerare ora

 

Wall Street: i grandi investitori potrebbero sostenere il rally

Un dato incoraggiante arriva da un’analisi di Bnp Paribas, secondo cui il posizionamento in acquisto dei grandi investitori a Wall Street è in costante aumento. Tra di essi si collocano gli hedge fund, i fondi con target di volatilità e altri grandi trader. Finora, questi investitori hanno mantenuto un’esposizione limitata alle azioni, il che suggerisce uno spazio di rialzo per il mercato qualora decidessero di accumularle nei prossimi mesi. Gli strategist di Bnp Paribas si aspettano che questi investitori acquistino fino a 20 miliardi di dollari nella prossima settimana, dando in questo modo supporto all’indice S&P 500.

 

Cosa bisognerà considerare ora

Nei prossimi mesi ci saranno diversi aspetti da considerare, in grado di considerare l’andamento degli indici azionari americani. Uno è l’eccessiva concentrazione dei guadagni dell’S&P500 per effetto della rilevante presenza delle Big tech. Gran parte della performance ottenuta dal benchmark dai minimi di aprile è stata caratterizzata dai brillanti risultati in Borsa delle grandi aziende tecnologiche. Questo potrebbe essere un problema, con l’andamento di una manciata di titoli in grado di determinare il destino di un intero mercato. Un secondo aspetto è la politica monetaria della Federal Reserve. Il mercato si attende la ripresa del ciclo dei tagli ai tassi di interesse interrotto quest’anno. Tuttavia, ciò si intreccia con quanto accadrà sul fronte dei dazi commerciali che potrebbero rimettere in moto meccanismi inflazionistici.

Gli strategist di Goldman Sachs sono ottimisti e hanno alzato per la seconda volta l’obiettivo per l’S&P500 negli ultimi due mesi. A loro avviso, la Fed agirà quanto prima sulla riduzione del costo del denaro. Anche dal trading desk di JP Morgan Chase sono arrivati segnali positivi, con i trader che hanno suggerito di “considerare la volatilità a breve termine derivante dalle tariffe come un’opportunità di acquisto”. C’è però chi rimane diffidente, come Craig Basinger, chief market strategist di Purpose Investments. In una nota di questa settimana, l’esperto ha avvertito di “un allarme per la crescita economica” che potrebbe far “deragliare il rally delle azioni”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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