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Wall Street: il taglio dei tassi Fed sosterrà le quotazioni?

Wall Street: il taglio dei tassi Fed sosterrà le quotazioni?

La Federal Reserve (Fed) ha rafforzato la speranza dei mercati sul prossimo avvio di un ciclo di tagli dei tassi di interesse, il che potrebbe sostenere il rally in corso a Wall Street. Ormai da tempo il costo del denaro negli Stati Uniti è fermo nell’intervallo 5,25%-5,5% e gli investitori attendono un cambio di rotta in senso accomodante. Le aspettative sono che la Banca centrale americana inizi a tagliare prima della fine del 2024, ma se a settembre, novembre o dicembre resta un enigma, mentre nella prossima riunione di luglio i tassi di interesse non verranno toccati. Il governatore Jerome Powell ha lanciato ieri un segnale incoraggiante durante l’audizione al Senato, affermando che l’economia americana “non è più surriscaldata” e dunque l’allentamento della politica monetaria potrebbe essere più vicino.

Gli indici azionari statunitensi stanno costantemente aggiornando i massimi storici proprio in vista della fine del ciclo restrittivo di politica monetaria. A ciò si aggiungono il grande entusiasmo per l’intelligenza artificiale e i forti guadagni registrati dalle aziende americane nelle trimestrali. Venerdì, peraltro, inizia la nuova stagione degli utili con le grandi banche USA. I conti del secondo trimestre potrebbero essere un prezioso banco di prova per verificare quanto le strette monetarie abbiano inciso sui bilanci delle aziende.

 

Fed: 3 punti chiave dalla testimonianza di Powell al Senato

I punti chiave della testimonianza di Jerome Powell davanti alla Commissione bancaria del Senato che hanno catturato l’attenzione di analisti e investitori a Wall Street sono stati diversi. Innanzitutto, il numero uno della Federal Reserve non ha fornito un calendario preciso sui tagli ai tassi di interesse, indicando un duplice rischio: muoversi troppo presto o farlo troppo tardi. Le mosse verranno decise “riunione per riunione”, ha affermato.

Un altro elemento molto importante è l’inflazione. Powell ha ribadito l’obiettivo della Fed di avere un indice dei prezzi al consumo al 2% prima di iniziare con i tagli e ha riportato una serie di indicazioni che fanno pensare di essere sulla buona strada. Ad esempio, l’economia americana sta rallentando, mentre il mercato del lavoro si sta raffreddando nonostante il tasso di disoccupazione rimanga ancora basso. In questo quadro, il presidente della Federal Reserve ha sottolineato come l’economia americana sia la migliore a livello globale. Ad ogni modo, bisognerà attendere alcuni test, come quello di giovedì allorché verranno pubblicati i dati sull’inflazione di giugno. Una lettura superiore alle previsioni rischia di mettere in agitazione i mercati.

Un terzo aspetto cruciale riguarda un tema di cui si è discusso molto in questi giorni, ovvero la modifica delle regole attinenti ai requisiti patrimoniali per le banche più grandi. Powell ha detto che la Fed è sul punto di apportare i necessari cambiamenti alla proposta pubblicata nel luglio 2023, per una finalizzazione all’inizio del 2025. Ciò potrebbe essere molto importante per le Big bank a stelle e strisce in vista dei conti trimestrali che si apprestano a rilasciare.

 

Wall Street: ecco quanto inciderà il comportamento della Fed

In questo momento gli investitori si chiedono se le azioni americane abbiano ancora spazio per crescere e di quanto a Wall Street, con una Fed che assumerà un atteggiamento più accomodante. “La Banca centrale taglierà i tassi circa sei volte nel corso del prossimo anno e pensiamo che questo sia sicuramente un fattore positivo per i mercati e per l’economia”,ha affermato Yung-Yu Ma, direttore degli investimenti di BMO Wealth Management.

A giudizio di Matt Miskin, co-chief investment strategist di John Hancock Investment Management, tassi più bassi sosterranno quelle aree di mercato che finora hanno sofferto maggiormente di costi di finanziamento elevati. In tali aree sono incluse le società a bassa capitalizzazione, tra l’altro finora oscurate dalle straordinarie performance delle Big Tech: “Le società a bassa capitalizzazione hanno bisogno di capitale per sopravvivere e questo costo del capitale più elevato rende la loro attività davvero difficile. Un costo più basso aiuterebbe sicuramente queste aziende”.

Non sempre, tuttavia, i tagli dei tassi sono un segnale di rialzo, almeno nei primi tempi. Questo perché spesso si associano a un’economia in deterioramento, un input che i mercati di norma non gradiscono. Secondo uno studio recente di Wells Fargo, l’indice S&P 500 è scivolato in media del 20% nei 250 giorni successivi al primo taglio di un ciclo. “Se la Fed è costretta a tagliare in modo aggressivo in risposta a una perturbazione macro o del mercato, ci aspetteremmo che la performance delle azioni ne risenta”, hanno scritto gli analisti della banca americana.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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