Gli strategist di JPMorgan Chase sono fiduciosi che le quotazioni a Wall Street manterranno un buon ritmo di crescita nei prossimi anni. Secondo le ultime previsioni, le azioni americane renderanno il 6,7% annuo nei prossimi 10-15 anni. Ciò avverrà grazie all’apporto dei titoli a grande capitalizzazione, che finora hanno guidato il rally del mercato azionario USA. La più grande banca americana è convinta che le elevate valutazioni delle large cap saranno compensate dai solidi fondamentali. “Sono molto consapevole delle valutazioni più elevate, ma mi sento fiducioso nelle nostre attese per il prossimo decennio”, ha detto David Kelly, chief global strategist di JPMorgan Asset Management. A queste considerazioni si aggiungono quelle di Monica Issar, responsabile globale delle soluzioni multi-asset e di portafoglio di JPMorgan Wealth Management, secondo cui ci saranno “fondamentali macro e societari più solidi nei prossimi 10 anni, il che costituisce la base per l’allocazione del capitale da parte degli investitori”. Un altro fattore che rende ottimisti gli strateghi della big bank americana è l’intelligenza artificiale. Gli esperti ritengono che la nuova tecnologia porterà a una maggiore crescita di ricavi e margini, in modo particolare per quelle grandi aziende che vi stanno investendo pesantemente. “Le società americane sono molto brave a far crescere i margini”, ha sottolineato Kelly.
Wall Street: JPMorgan più ottimista di Goldman Sachs
Le stime di JPMorgan per le azioni a Wall Street sono comunque inferiori rispetto alla media di crescita dell’11% dell’indice S&P 500 dal 1957 al 2023. Sono però superiori a quelle di Goldman Sachs rilasciate nei giorni scorsi. L’istituto di credito rivale ha affermato che l’era dei grandi guadagni è finita. Per questo prevede nel prossimo decennio una crescita media annua del 3%. Gli stategist di Goldman Sachs ritengono anche che “il campo si allargherà” per quanto riguarda la partecipazione ai guadagni del principale indice borsistico americano. In altre parole, finora le performance del benchmark sono state determinate principalmente dall’apporto delle aziende a grande capitalizzazione; in futuro ci sarà un apporto maggiore di quelle società che finora sono rimaste dietro. Anche per questo motivo i guadagni saranno più contenuti.
La differenza di valutazioni tra JPMorgan e Goldman Sachs evidenzia come l’incertezza sia elevata sul probabile corso delle azioni statunitensi nei prossimi anni, anche e soprattutto in considerazione delle molte questioni ancora aperte. In primis l’esito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti che al momento appare molto incerto visto il testa a testa nei sondaggi dei due candidati: Donald Trump e Kamala Harris. E poi vi sono i conflitti in corso in Medio Oriente e in Ucraina, al momento lontani da una risoluzione. A tutto ciò si aggiungono le tensioni geopolitiche. In particolare preoccupano le schermaglie con la Cina, che rischiano una pericolosa escalation se Pechino dovesse decide di invadere Taiwan.









