Wall Street: per Goldman Sachs è arrivata l’ora di coprirsi

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Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato a scuotere i mercati azionari, con i future a Wall Street che preannunciano una seduta in calo. Nella giornata di ieri, l’inquilino della Casa Bianca ha pubblicato un nuovo elenco di dazi verso i partner commerciali, prestando particolare attenzione per le merci trasbordate. In sostanza, i Paesi che spostano i beni di esportazione negli Stati Uniti da un luogo di trasporto a un altro per evitare le tariffe, saranno assoggettati a prelievi del 40%. La mossa di Trump ha contribuito ad appesantire il clima, dopo che la Federal Reserve aveva già creato qualche malumore nell’ultima riunione di fine luglio tenendo fermi i tassi di interesse e facendo presagire un ritardo nei tagli futuri. In questo articolo:

 

  • Wall Street: Goldman Sachs, meglio coprirsi
  • Attenzione ai dati sull’occupazione Usa

 

Wall Street: Goldman Sachs, meglio coprirsi

L’indice S&P500 a Wall Street viaggia ancora nei pressi dei massimi storici e il morale degli investitori, per quanto turbato dalle ultime vicende, è ancora alto. Gli strategist di Goldman Sachs hanno però suggerito ai clienti di coprirsi dal rischio, giacché ci sono abbastanza elementi per pensare a un’impennata dei rendimenti obbligazionari e a un ribasso delle quotazioni in Borsa. “La crescita potrebbe sorprendere al ribasso, le pressioni inflazionistiche potrebbero attenuarsi e le rinnovate preoccupazioni della Fed potrebbero alimentare un brusco sell-off”, ha scritto il team guidato da Lotfi Karoui in una nota. 

Gli strategist di Bloomberg invece pongono l’accento sui dazi, sottolineando che sono i più alti dalla seconda guerra mondiale e che alla fine peseranno sia sugli Stati Uniti che sulla crescita economica globale. “In definitiva, le tariffe funzionano come un’imposta sui consumi, pesando sulla domanda aggregata e sui margini”, hanno detto. “Fino a quando la crescita non mostrerà segni di riaccelerazione, cosa che i nostri economisti non si aspettano prima del 2027, riteniamo che la propensione al rischio ciclico, in particolare nei settori sensibili ai consumi, rimarrà contenuta”.

 

Attenzione ai dati sull’occupazione Usa

Tra poco verranno rilasciati i dati sull’occupazione americana, che potrebbero creare movimenti significativi delle quotazioni in Borsa. Gli analisti si aspettano un tasso di disoccupazione del mese di luglio del 4,2% rispetto al 4,1% di giugno, nonché la creazione di 106 mila nuovi posti di lavoro in confronto alle 147 mila nuove buste paga generate il mese precedente. I dati sono molto importanti non solo perché rappresentano una cartina di tornasole per saggiare la resilienza dell’economia americana alle tariffe di Trump, ma anche in ottica del percorso futuro della Fed sui tassi di interesse.

La Banca centrale americana finora ha preso le distanze da un largo accomodamento monetario, resistendo alle pressioni di Trump e di alcuni membri importanti del Fomc, proprio perché l’economia a stelle e strisce si è mantenuta in salute. Nel contempo, l’istituto guidato da Jerome Powell ha espresso maggiore preoccupazione per le dinamiche inflazionistiche conseguenti alle tariffe trumpiane. Una brutta lettura proveniente dal mercato del lavoro potrebbe cambiare le carte in tavola e indurre la Fed a una maggiore flessibilità sul versante dei tassi.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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