Wall Street: per Jim Coulter questa è solo la prima fase di ribassi

Wall Street: per Jim Coulter questa è solo la prima fase di ribassi

Wall Street: per Jim Coulter questa è solo la prima fase di ribassi

Uno dei più accesi dibattiti che si stanno svolgendo in questo periodo a Wall Street riguarda la possibilità o meno che i mercati abbiano esaurito la loro forza ribassista e si preparino a una svolta. Questo mese l’indice S&P 500 ha superato la soglia che delinea un mercato orso, ossia un calo di oltre il 20% dai massimi. Questo ha fatto preoccupare molti investitori, ma un rimbalzo si è visto. È chiaro che anche quando il trend è discendente vi sono delle giornate, o anche dei mini-rally, all’insegna del verde. Tuttavia, bisogna considerare che una buona parte dei fattori che incidono sul movimento short di Wall Street è stata scontata nei prezzi.

Quindi la domanda a questo punto diventa: quanto ancora ci sarebbe da scontare? O ancora meglio: cosa non è stato finora incorporato? Considerando che un’escalation della guerra Russia-Ucraina, la crisi energetica e degli approvvigionamenti, il rallentamento economico della Cina siano tutti driver già assorbiti dal mercato, presumibilmente rimane la questione della Federal Reserve, che è stata quella che ha condizionato più di tutti il sentiment degli operatori. Più precisamente, si sa che la Banca Centrale americana sarà particolarmente aggressiva, ma quello che è incerto è se questa aggressività possa rallentare per evitare una recessione via via che migliorano (se migliorano) le letture sull’inflazione.

 

Wall Street: le 3 fasi ribassiste di Jim Coulter

L’investitore miliardario Jim Coulter, fondatore e Presidente di TPG Capital, che gestisce un patrimonio di 120 miliardi di dollari di assets, ritiene che in questo periodo difficile ci sono tre fasi ribassiste che gli investitori devono affrontare. La prima è appena terminata o comunque si accinge alla conclusione e riguarda i multipli fuori controllo. Coulter sottolinea come l’anomalia non sia tanto quest’anno, ma l’anno scorso, perché ora le valutazioni rimangono significativamente sopra la media degli ultimi 10 anni. Questo però significa che ancora il sell-off nei mercati relativamente alla prima fase potrebbe non essere terminato.

Adesso però sta arrivando la seconda fase, che fa riferimento agli utili. Secondo l’esperto, l’inflazione colpirà i guadagni in molti settori, soprattutto quelli dove le imprese non hanno potere di determinazione dei prezzi e l’aumento dei salari metterà sotto pressione i margini. Questo non comporta che bisogna tenere tutti i soldi in contanti, precisa Coulter, ma occorre investire in “settori ad alto valore aggiunto”, quali possono essere l’assistenza sanitaria e la tecnologia.

Infine, vi è la terza fase che riguarda l’atterraggio di cui discute da tempo. Il gestore ritiene che la Federal Reserve non sarà in grado di assicurare un atterraggio morbido, perché l’inflazione è troppo alta e corre veloce. Di conseguenza, la Banca Centrale deve abbassare di molto i tassi per riportare i prezzi a uno stato in cui non possono più fare danno. Tutto ciò inevitabilmente porterà a una recessione, sebbene la Fed abbia affermato che questa non è inevitabile. Coulter sostiene che sia meglio un “atterraggio duro e veloce”, perché in quei casi il mercato comincia a guardare avanti. Ma finché gli investitori staranno in attesa di vedere l’istituto centrale “ancora a caccia” a causa dell’inflazione, tenderanno a non reagire bene ai cambiamenti in corso.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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