Wall Street: RBC abbassa le previsioni sull'indice S&P 500 - Borsa e Finanza

Wall Street: RBC abbassa le previsioni sull’indice S&P 500

Wall Street: RBC abbassa le previsioni sull'indice S&P 500

L’ultima seduta di Wall Street ha segnato ancora una volta vendite sui mercati, con l’indice S&P 500 che ha chiuso in calo del 2,38%. Gli investitori continuano a manifestare preoccupazione per la situazione economica generale che, con una politica estremamente aggressiva da parte della Federal Reserve, potrebbe mandare gli Stati Uniti in recessione. Nel nugolo delle Banche centrali che hanno impresso una svolta da falco nella loro politica monetaria ora si è aggiunta anche la Banca Centrale Europea, che nella riunione di ieri ha annunciato un aumento dei tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale nel prossimo mese e di mezzo punto a settembre.

Questo secondo alcuni potrebbe rappresentare per la Fed un sostegno nella conduzione della sua battaglia contro l’inflazione, allentando le pressioni su Jerome Powell. Se così fosse significherebbe che l’aggressività dell’istituto monetario almeno per quest’anno difficilmente verrebbe meno e ciò non è una notizia positiva per le azioni. I mercati hanno reagito in maniera pessima alle decisioni dell’Eurotower, a dimostrazione di come la questione dei tassi d’interesse rappresenti un driver estremamente importante per le quotazioni azionarie.

 

Wall Street: RBC rivede le previsioni

In questo clima teso, gli strateghi di RBC Capital Markets hanno abbassato le stime sull’S&P 500 a Wall Street, portando le proiezioni entro la fine dell’anno a 4.700 punti da 4.860. Si tratta sempre di un rialzo del 18% rispetto ai livelli attuali, ma già questo è un segno che anche i più ottimisti vedono sgretolarsi le proprie certezze.

I motivi di questa variazione si riconducono a diversi fattori. Uno è relativo alla stima ribassata per il 2022 del PIL reale USA, ossia aggiustato per l’inflazione: 3% rispetto al 4% precedentemente previsto. Questo vuol dire che nel Paese ci sarà più inflazione e meno produzione totale. In sostanza, per gli economisti l’aumento dei prezzi al consumo comporterà una riduzione della domanda complessiva per quest’anno e forse anche per il prossimo.

Un altro fattore riguarda le valutazioni. Il rapporto tra prezzi delle azioni e utili previsti è sceso del 17,5% alla mediana, considerando le forti vendite avvenute negli anni 1994, 2001, 2018 e 2020. Per il 2022, prendendo a riferimento quell’indicatore, i multipli si abbasserebbero a 17 volte, rispetto alle 17,3 volte attuali. Secondo RBC, i multipli potrebbero scendere perché il rendimento dei titoli di Stato USA decennali è salito quest’anno a oltre il 3%, come non si vedeva dal 2018, quando la Fed inaugurò un breve ciclo rialzista dei tassi d’interesse. Quindi, sottolinea la banca, i rendimenti obbligazionari più alti a lungo termine rendono meno preziosi i profitti futuri conseguiti dalle società.

 

AUTORE

ARTICOLI CORRELATI

NAVIGAZIONE ARTICOLI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

VIDEO

La quarta puntata della nuova settimana di Investv, format realizzato da Vontobel Certificati che vede sfidarsi ogni giorno due squadre di trader capitanate da Riccardo