Yen: la BoJ tiene i tassi fermi e gli strategist vedono debolezza a breve

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Lo yen oggi è sotto pressione sui mercati valutari dopo la riunione della Bank of Japan che ha confermato i tassi di interesse allo 0,50%. Il cambio USD/JPY ha toccato la soglia psicologica di 150 per la prima volta dal 5 marzo. Se l’andamento dovesse essere confermato anche in chiusura, quella odierna sarebbe la quarta sessione consecutiva in verde per il “ninja”.

La BoJ ha avvertito che la tempistica di ulteriori rialzi dei tassi dipenderà in gran parte dalle ricadute di un potenziale aumento dei dazi USA. Tuttavia, il governatore Kazuo Ueda ha precisato in conferenza stampa, a chiusura del meeting, che l’inflazione potrebbe salire per effetto dell’aumento dei costi alimentari e una crescita dei salari più forte del previsto. Ciò mette in luce la maggiore attenzione della Banca centrale alle pressioni sui prezzi domestici. In questo contesto di incertezza economica, “vorremmo esaminare i dati all’inizio di aprile, per riconsiderare le nostre previsioni”, ha detto Ueda.

 

Yen: gli investitori si aspettano vendite a breve termine

Il rafforzamento dello yen dal picco di luglio 2024 di 160 per dollaro è stato motivato dall’aspettativa che il gap tra i tassi americani e quelli giapponesi si restringesse. La BoJ ha iniziato ad alzare il costo del denaro a partire da marzo dello scorso anno, uscendo dal regime di tassi negativi per la prima volta dal 2016. Al contrario, la Federal Reserve ha dato vita da settembre 2024 a un ciclo di accomodamento, portando il tasso di riferimento dal 5,50% al 4,50% dopo tre sforbiciate.

Stasera ci sarà l’annuncio della Fed, ma non sono previste novità. Sarà però molto importante catturare segnali da quanto dirà il presidente Jerome Powell su quello che potrebbe essere l’approccio futuro dell’istituto centrale. Tale approccio determinerà se il divario tra USA e Giappone sui tassi continuerà a restare ampio oppure se sia destinato a ridimensionarsi e ciò avrà un impatto sul cambio USD/JPY.

“È probabile che l’USD/JPY rimanga sostenuto, poiché le aspettative di inflazione negli Stati Uniti e i rendimenti elevati dei Treasury a due anni impediscono un ulteriore restringimento dello spread USA-Giappone”, ha affermato Shoki Omori, chief global desk strategist di Mizuho Securities.

Secondo Alex Loo, macro strategist di TD Securities, “la dichiarazione della BoJ ha per lo più ripetuto le stesse righe da gennaio”, mentre “la pazienza di Powell in assenza di modifiche significative ai piani Sep (Summary of economic projections) e QT (Quantitative easing) della Fed stasera, potrebbe portare a un modesto sell-off dei tassi statunitensi e a una correzione del dollaro, mandando la coppia oltre i 150”.

Anche Ayako Sera, strategist di Sumitomo Mitsui Trust Bank, vede la coppia di valute oltre la soglia di 150 nel breve termine, in quanto “Powell potrebbe sembrare più falco a causa dei maggiori rischi di inflazione derivanti dai dazi”. Tuttavia, nel lungo periodo, il discorso potrebbe essere diverso, perché “il raffreddamento del sentiment dei consumatori statunitensi probabilmente porterà a tagli dei tassi della Fed e il dollaro-yen diminuirà”, ha sottolineato l’esperto. “Ma potrebbe volerci del tempo”, ha aggiunto.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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