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Yuan: rafforzamento in vista nel 2024 contro il dollaro, ecco perché

Yuan: nel 2024 si rafforzerà sul dollaro per la prima volta in 3 anni

Per lo yuan cinese il 2023 è stato un anno tribolato, sulla scia di un’economia cinese zoppicante e una crisi immobiliare nel Paese che ancora minaccia di fare danni molto gravi a tutto il sistema. Tutto ciò ha messo in fuga gli investitori dalla valuta di Pechino, insieme all’impostazione accomodante della People’s Bank of China nel tentativo di rilanciare l’economia cinese. Quest’anno lo yuan ha perso circa il 3% a 7,1087 rispetto al dollaro USA, nonostante il biglietto verde abbia registrato il suo anno peggiore dall’inizio della pandemia a causa del rallentamento dell’inflazione americana e dell’aspettativa che i tassi di interesse saranno tagliati nel 2024.

Tuttavia, negli ultimi mesi sono emersi alcuni aspetti positivi per lo yuan, con gli afflussi che sono in miglioramento per le obbligazioni cinesi. Secondo i dati forniti dalle autorità sui cambi della nazione, gli investitori globali hanno acquistato un netto di 33 miliardi di dollari di bond cinesi. Un altro dato positivo è arrivato dagli investitori esteri questa settimana, che hanno raggiunto un record di acquisti dalla fine di luglio di 1,9 miliardi di dollari di yuan nella giornata di ieri.

 

Yuan: le aspettative per il 2024

Il prossimo anno sarà probabilmente una sfida molto impegnativa per lo yuan. Il Capodanno cinese che si svolge nel mese di febbraio dovrebbe vedere acquisti da parte degli esportatori inferiori rispetto agli anni precedenti, sulla base di un sondaggio realizzato da Bloomberg. Inoltre, le società cinesi continueranno a sfruttare i finanziamenti in yuan a basso costo e non avranno quindi fretta a convertire le partecipazioni in valuta estera per pagare stipendi e bonus.

Le previsioni medie del sondaggio però sono per un rafforzamento dello yuan per la prima volta negli ultimi 3 anni rispetto al dollaro USA, perché la riduzione dei differenziali dei tassi di interesse con i tagli della Federal Reserve dovrebbe contenere i deflussi di capitali nella moneta cinese. Gli intervistati in media ritengono che il cambio USD/CNY scivolerà a 7 entro il prossimo anno, mentre Ken Cheung, capo stratega dei cambi asiatici presso Mizuho Bank Ltd a Hong Kong, stima addirittura un calo fino a 6,95. “Il ciclo di taglio dei tassi delle principali Banche centrali previsto per il prossimo anno contribuirà a ridurre lo spread dei tassi tra Stati Uniti e Cina e ad alleviare la pressione sui deflussi di capitali. Tuttavia, gli investitori stranieri rimarranno probabilmente cauti sugli investimenti cinesi a causa delle continue turbolenze immobiliari, della debole ripresa e delle tensioni Cina-Stati Uniti”, ha scritto Cheung in una nota.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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