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Yuan: sarà la moneta cinese il nuovo bene rifugio?

Yuan: potrebbe essere la moneta cinese il nuovo bene rifugio?

Potrebbe essere diventato lo Yuan la nuova valuta rifugio? È un’ipotesi questa che sta prendendo piede nei mercati valutari alla luce delle ultime vicende che interessano la guerra tra Russia e Ucraina. La moneta cinese ha mostrato una certa resilienza, in un frangente in cui i mercati globali sono andati nel panico più assoluto da quando Vladmir Putin ha ordinato alle proprie truppe di smilitarizzare l’Ucraina, iniziando attacchi con missili e incursioni aeree.

Dall’inizio di questa settimana vi è stato un crollo della correlazione tra lo Yuan e la volatilità globale al minimo degli ultimi 3 anni. Quando è stata diffusa la notizia dell’attacco, vi è stato un lieve calo della divisa di Pechino dello 0,1% a 6,3195 rispetto al Dollaro USA, ma la perdita appunto è stata molto più contenuta se la si paragona a quella di altre valute in rapporto al biglietto verde.

 

Yuan: perché potrebbe essere una valuta rifugio

L’economia cinese attualmente sta attraversando una fase molto delicata, con una crisi immobiliare che sembra non dare tregua e le società ancora sotto pressione dalle Autorità governative che non mollano la presa, soprattutto nel settore tecnologico. L’economia della Nazione continua a dare segnali di rallentamento e persino l’inflazione è tornata a farsi minacciosa nel Paese, creando le condizioni perché si possa verificare in Cina addirittura il fenomeno della stagflazione.

Ma allora cos’è che stimola l’appetito per lo Yuan in questo frangente storico al punto da considerarlo valuta rifugio? Secondo Khoon Goh, capo della ricerca asiatica presso l’Australia & New Zealand Banking Group a Singapore, l’allentamento monetario previsto dalla Banca Centrale potrebbe generare una ripresa della crescita mantenendo le azioni cinesi resilienti di fronte a questa tempesta che è arrivata sui mercati. Di conseguenza, la valuta locale si andrebbe a rinforzare come manifestazione di forza dell’economia.

Jonathan Cavenagh, senior market strategist di Informa Global Markets, ritiene che le società cinesi abbiano grandi disponibilità in valuta estera per effetto del surplus commerciale degli ultimi anni, quindi vi è una sorta di immunizzazione dall’avversione al rischio esterno. Mentre Huang Yiping, professore di economia all’Università di Pechino ed ex membro del comitato di politica monetaria della PBOC, sostiene che le Autorità stiano cercando con grande determinazione di stabilizzare l’economia cinese e in tale contesto lo Yuan può avere una funzione di porto sicuro, sebbene non si possa paragonare in questa veste con il Dollaro statunitense.

Secondo la stampa cinese comunque sono la bassa volatilità e il potere d’acquisto stabile che hanno reso gli asset in yuan più attraenti, per questo la valuta cinese viene vista a 6,3 dollari in scia a un sentiment del mercato che si è votato al basso rischio.

 

Yuan: la PBOC unico ostacolo?

Il rafforzamento dello Yuan comunque è messo a repentaglio dalla politica monetaria espansiva della Banca Centrale cinese, che verrà attuata per cercare di rilanciare l’economia del Dragone. Quest’ultima è stata messa in crisi dalla situazione immobiliare, dal riordino della Nazione sulla base del principio della prosperità comune e del ritorno del Covid-19 che sta creando qualche grattacapo di troppo.

Soprattutto vi è da rilevare come ci sia una profonda divergenza in questo momento tra l’approccio della PBOC, propensa a rendere il denaro più facile ed economico, e quello della Federal Reserve, che si appresta a partire da marzo a una serie di aumenti dei tassi d’interesse per frenare la crescita inflazionistica.

Questo può rappresentare un potente deterrente per gli investitori ad acquistare Yuan, a meno che lo scenario non si modifichi con una Fed che reputa più prudente limitare l’aggressività per non far precipitare l’economia USA in recessione, in funzione anche di quello che sta accadendo attualmente nei Balcani.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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