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Tregua USA-Cina? Per Milligan la corda è corta

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La rottura, alla fine, non c’è stata. Il G20 è riuscito a smussare le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina, restituendo ossigeno ai mercati finanziari e in generale un sospiro di sollievo per l’intera economia globale. “Nessuna delle due parti ha preso le distanze, nessuna delle due parti ha dato il via libera a  nuovi aumenti allarmante delle tariffe” spiega l’analista Andrew Milligan, Head of Global Strategy di Aberdeen Standard Investments.

 

Tregua Tregua USA-Cina: Huawei di nuovo in affari con gli Stati Uniti

La tregua tra Pechino e Washington dunque dovrebbe rassicurare investitori e imprese. Una in particolare: quella di Huawei. Il colosso tecnologico asiatico potrà tornare a fare affari con le aziende statunitensi, mentre la Cina potrà acquistare più prodotti agricoli dagli Stati Uniti. “Tuttavia -spiega Milligan- l’azienda cinese rimane comunque appesa a una corda molto corta”. Il motivo? Secondo l’analista: “Il permesso di operare negli Usa potrebbe essere ritirato in qualsiasi momento. Le tariffe esistenti rimangono in vigore, le imprese americane sono costantemente sotto pressione per riconsiderare le loro catene di approvvigionamento rispetto alla Cina, anche se si tratta di una tendenza a lungo termine.

Nonostante la conclusione positiva dell’accordo commerciale tra Ue e Mercosur (il mercato comune dell’America meridionale che vede come Stati membri Argentina, Brasile, Paraguay, Uruguay e Venezuela), non sorprende che il comunicato del G20 abbia in qualche modo accontentato il parere del FMI (il famoso allarme del mezzo punto di Pil globale in ballo) e abbia interrotto, almeno per il momento, i rischi ribassisti per l’economia mondiale”. Continua Milligan: “La tregua tra gli Stati Uniti e la Cina è riconosciuta a livello globale, ma sono pochi i segnali che la rivalità strategica in corso tra i due paesi sarà facilmente negoziabile”.

 

Borse positive, ma non troppo

Ecco perché i mercati azionari possono adesso spingersi moderatamente al rialzo, guidati dal settore tecnologico sulla scia della nuova “libertà” concessa a Huawei, questa è la conclusione di Andrew Milligan, e del rapporto sulle Pmi cinesi che nel fine settimana ha evidenziato una maggiore stabilizzazione del settore manifatturiero.

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