Azioni cinesi: Goldman Sachs vede una crescita del 20% nel 2025

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Goldman Sachs ribadisce la sua posizione rialzista sulle azioni cinesi, nonostante le difficoltà incontrate dalle Borse del Dragone da inizio anno. Gli strategist della banca di investimento americana hanno confermato la previsione di novembre, secondo cui gli indici della seconda economia mondiale cresceranno del 20% entro la fine del 2025. Per questa ragione, rimangono in sovrappeso sia sulle azioni onshore che su quelle offshore.

L’anno è però iniziato male, con l’indice MSCI China sceso finora di quasi 7 punti percentuali con 7 sedute su 8 in rosso. Gli investitori sembrano poco convinti che il piano di stimoli monetari e fiscali messo in campo dal governo possa risolvere nel breve tempo problemi economici che sono radicati da anni. Tuttavia, secondo Goldman Sachs, “il sentiment e il contesto di liquidità potrebbero iniziare a migliorare verso la fine del 1° trimestre 2025 grazie a una maggiore chiarezza tariffaria e politica”.

Al riguardo, una delle maggiori preoccupazioni del mercato sono i dazi che il neo presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe applicare alle merci cinesi in entrata nel territorio americano. Durante la campagna elettorale, il 78 enne newyorchese aveva promesso tariffe generalizzate del 60%, mentre dopo la sua elezione ha annunciato ulteriori inasprimenti del 10%. Tutto ciò potrebbe avere contraccolpi rilevanti sulle aziende del Dragone, oltre che inasprire tensioni a livello geopolitico già elevate. Una situazione di incertezza che non fa il gioco delle azioni in Borsa. Per questo gli strateghi della banca d’affari USA ritengono sia importante una maggiore chiarezza, una volta che Trump avrà fatto ufficialmente il suo ingresso alla Casa Bianca.

 

Azioni cinesi: ecco dove investire

Gli stimoli delle autorità di Pechino hanno fatto scivolare lo yuan su livelli che non si vedevano dal 2008 rispetto al dollaro USA. Secondo gli analisti di Goldman Sachs potrebbe essere un’opportunità per puntare sulle azioni di aziende che esportano, che trarrebbero vantaggio da una maggiore competitività dei loro prodotti. Inoltre, gli strategist puntano su nomi selezionati legati alla tecnologia e alle infrastrutture, nonché sui titoli delle società di vendite al dettaglio online, dei media e della sanità. Infine, hanno aggiornato a sovrappeso anche le azioni dei servizi al consumo. “I rendimenti delle azioni dovrebbero prevalere sui ritorni della liquidità e del reddito fisso con il calo dei tassi interni”, hanno affermato.

 

Opinioni contrapposte per Hsbc e Morgan Stanley

La scorsa settimana, anche gli analisti di HSBC hanno fornito proiezioni ottimistiche sulle azioni cinesi, in maniera particolare sui titoli quotati alla Borsa di Hong Kong. Gli esperti ritengono che l’indice Hang Seng China Enterprises possa aumentare del 21% nell’anno solare 2025, alzando la stima per fine anno da 8.600 a 8.800 punti. “Le prospettive per l’economia della Cina continentale sono migliorate e il recente cambiamento di tono politico conferma la determinazione del governo a stabilizzare l’economia”, hanno affermato. “Questo è di buon auspicio per il mercato delle A-share e pensiamo che la Borsa di Hong Kong ne sarà un beneficiaria estesa”. Al contrario, Morgan Stanley è ribassista sulle azioni cinesi, in quanto ritiene che le pressioni deflazionistiche e le crescenti tensioni geopolitiche finiranno per pesare sugli indici.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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