Azioni della difesa: le 10 aziende a maggior capitalizzazione

Azioni della difesa: le 10 aziende a maggior capitalizzazione

Azioni della difesa: le 10 aziende a maggior capitalizzazione

A un mese esatto dall’inizio della guerra Russia-Ucraina, tra operazioni di attacco e difesa, si iniziano a contare non più solo i danni in termini di vite umane e città distrutte, ma anche su economie e piazze finanziarie, che nel lungo termine porteranno a un rallentamento generalizzato della crescita globale e a livelli di volatilità più elevati. La “guerra moderna” si sta combattendo non solo sul campo di battaglia delle principali città ucraine, ma anche sul fronte digitale e geopolitico. Tra blocchi, deglobalizzazione e sanzioni che stanno penalizzando soprattutto il settore bancario e quelli legati all’economia reale. Automotive, commercio di beni e servizi, trasporti sono esempi concreti che incidono negativamente sulle attuali pressioni inflattive.

 

Azioni della difesa: un settore in spolvero in Borsa

Il recupero dai minimi del 24 febbraio scorso ha contribuito a riportare un pò di sereno tra gli investitori, consci tuttavia che si naviga a vista e di come le variabili guerra/inflazione/politica monetaria delle Banche centrali possa impattare significativamente sugli indici di Borsa. In questo contesto si possono già trovare i “vincitori” dall’attuale contesto caratterizzato da una grande crisi globale. Uno di questo è sicuramente il settore della difesa, con le azioni del comparto che fin dalle prime ore dall’avvio delle ostilità tra Russia e Ucraina hanno iniziato un vero rally di Borsa. 

Dietro a questi rialzi questioni fondamentali: il settore della difesa beneficiare dal riarmo di molti Paesi dell’Europa occidentale in contrasto all’aggressività russa. Rispetto alle previsioni reddituali precedentemente stimate, il mercato ha dovuto ricalibrare le stime su fatturati e utili. Il 16 marzo 2022 l’Italia ha approvato l’aumento della spesa per gli armamenti dall’1,4% del proprio PIL al 2%, passando dagli attuali 25 miliardi di euro l’anno a 38 miliardi di euro. Il 28 febbraio la Germania aveva annunciato l’incremento delle spese per gli armamenti dall’1,5 al 2 per cento del PIL. Sorprendendo per velocità d’azione, Berlino ha creato un fondo da 100 miliardi di euro. In Francia il Presidente Macron ha inserito nel suo programma elettorale un bilancio della Difesa equivalente a 50 miliardi di euro nel 2025.

 

Le 10 società a maggior capitalizzazione

Fatto il punto sui driver fondamentali che dovrebbero sostenere la crescita degli utili delle aziende della difesa, andiamo ora a vedere quali sono le 10 società quotate in Borsa a maggior capitalizzazione. Come spesso accade, sono proprio le azioni delle società più grandi a beneficiare delle rotazioni forzate o tattiche nell’asset allocation dei gestori. Si tratta inoltre di titoli più liquidi di quelli di altre aziende del settore della difesa che hanno giri d’affari e market cap più piccoli. 

Ma entriamo nel vivo e iniziamo a vedere dal più grande al più piccolo la classifica delle dieci aziende della difesa a maggior capitalizzazione. A dominare la top 10 è l’America, con 6 società su 10. E a tal proposito, sono proprio gli Stati Uniti a guadagnarsi le prime 3 della classifica: Raytheon Technologies, Honeywell e Lockheed Martin, colossi con una capitalizzazione quasi doppia o tripla rispetto alle aziende non sul podio.

Nell’andare a vedere la loro market cap e le performance messe a segno in Borsa dallo scoppio del conflitto e da inizio anno, è opportuno ricordare le performance azionarie delle principali aree geografiche che ne compongono la testa, ossia Stati Uniti e Francia. Da inizio anno l’America è in rosso del 5,7% mentre la Francia perde quasi il 9%.

In testa alla classifica troviamo Raytheon Technologies che, con 151,06 miliardi di dollari USA, è l’84esima azienda al mondo per capitalizzazione di mercato. Basata nel Massachusetts, ricerca, sviluppa e produce prodotti ad elevata innovazione tecnologica nell’ambito di aerospazio e difesa, tra cui cybersecurity e droni. Quotata sulla Borsa di New York (New York Stock Exchange o NYSE), da inizio anno guadagna il 17,6%, l’8% nell’ultimo mese.

Segue Honeywell, multinazionale del North Carolina che produce componenti per il settore aeronautico e automobilistico e per il controllo e l’automazione nel settore industriale o domestico. Con 131,91 miliardi di dollari di capitalizzazione, si posiziona 101esima nel ranking mondiale. Quotata al Nasdaq, da inizio anno stava soffrendo ma nell’ultimo mese l’azione si è apprezzata del 6%.

Sul terzo gradino del podio troviamo Lockheed Martin che, con 121,25 miliardi di dollari USA, è la 109esima azienda al mondo per capitalizzazione di mercato. Basata nel Maryland, opera nei settori dell’ingegneria aerospaziale e della difesa. Quotata al New York Stock Exchange, da inizio anno guadagna il 25,3%, il 12,5% nell’ultimo mese.

Seguono le altre due americane Northrop Grumman e General Dynamics, rispettivamente con 69,76 miliardi e 66,56 miliardi di dollari di capitalizzazione. Entrambe basate in Virginia e quotate al NYSE, la prima si focalizza su aerospaziale e difesa e nell’ultimo mese ha guadagnato il 12,85% (+42,2% da inizio 2022), la seconda su forniture militari e nell’ultimo mese ha segnato un rialzo del 10% (da inizio anno +35,8%).

A metà classifica troviamo la francese Safran, nata dall’unione nel 2005 tra la società di elettronica e difesa Sagem e quella aerospaziale Snecma, con 50,43 miliardi di dollari. Quotata alla Borsa di Parigi, dallo scoppio del conflitto perde il 4,6%, da inizio anno il 10,8%, in scia alla sofferenza dell’azionario europeo.

Al settimo e ottavo posto troviamo rispettivamente l’americana L3Harris Technologies con 49,28 miliardi di dollari e l’inglese BAE Systems con 31,06 miliardi di dollari di capitalizzazione. L3Harris Technologies, società della Florida che fornisce servizi IT e tecnologie per la difesa come le radio e i visori notturni, è quotata al NYSE e da inizio anno guadagna il 28,9%, l’11,9% nell’ultimo mese. BAE Systems, società del settore aerospaziale e della difesa, è quotata alla borsa di Londra (London Stock Exchange) e da inizio anno guadagna il 50,5%, nell’ultimo mese il 17,2%.

Chiudono la classifica le due francesi Thales e Dassault Aviation, con rispettivamente 27,86 miliardi e 12,57 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Entrambe quotate a Parigi, la prima è specializzata nell’aerospaziale, nel trasporto terrestre e nella sicurezza e da inizio anno guadagna il 41,5%, 34,6% nell’ultimo mese; la seconda è un’azienda aeronautica storica che progetta e produce velivoli dal 1929 e da inizio anno guadagna il 44%, il 14,5% nell’ultimo mese.

Dopo la tedesca Rheinmetall e l’americana Huntington Ingalls Industries che occupano l’undicesima e la dodicesima posizione, in tredicesima e quattordicesima posizione troviamo due aziende aerospaziali indiane, Bharat Electronics (specializzata in elettronica) e Hindustan Aeronautics, che precedono Leonardo, l’unica italiana in classifica.

Il gruppo aerospaziale guidato da Alessandro Profumo ha da poco riproposto il dividendo grazie alla pubblicazione di brillanti risultati nel 2021 e nell’ultimo mese ha guadagnato il 45,47%, il 25% se si allunga l’orizzonte a inizio anno.

 

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