Azioni europee: ecco perché il rally potrebbe finire

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Le azioni europee continuano a sovraperformare la Borsa statunitense. Da inizio 2025, l’indice Stoxx Europe 600 ha fatto meglio dell’equivalente americano S&P 500 di circa 5 punti percentuali. Per il benchmark europeo, in confronto, si tratta del miglior inizio anno degli ultimi 25 anni. Gli osservatori di mercato attribuiscono queste performance a diversi fattori.

In primo luogo, a un approccio più convinto della Banca centrale europea rispetto alla Federal Reserve nella riduzione dei tassi di interesse. Il mercato si aspetta che l’Eurotower continui a tagliare quest’anno visto che l’economia europea procede a rilento e l’inflazione è sotto controllo. Differente è il caso statunitense, con l’economia che gode di un buono stato di forma mentre l’inflazione sta rialzando la testa. Giocoforza, la Fed si è presa una pausa sui tagli e forse continuerà a rimanere alla finestra per tutto il 2025.

In secondo luogo, a Wall Street i giganti tecnologici hanno perso slancio con l’avvento della startup cinese DeepSeek che ha scosso il mondo dell’intelligenza artificiale. Questo sta spostando capitali verso le Borse europee, che intanto stanno capitalizzando una stagione delle trimestrali migliore del previsto.

In terzo luogo, i titoli del Vecchio continente sono più a buon mercato rispetto ai peer a stelle e strisce. Ciò è conseguenza del fatto che il rally delle azioni europee negli ultimi anni è stato molto meno intenso di quello delle azioni USA.

Ora si è aggiunto un altro possibile catalizzatore: la speranza concreta che la guerra Russia-Ucraina possa finire. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha iniziato i colloqui con i due Paesi in conflitto e sembra che le premesse siano incoraggianti. Il terreno su cui si muove l’inquilino della Casa Bianca in questo momento è molto complicato, ma per la prima volta da quando è iniziato il conflitto c’è ottimismo.

 

Azioni europee: gli esperti di mercato non credono nel rally

Lo Stoxx 600 ha finora aumentato la sua capitalizzazione di oltre 1.000 miliardi di dollari con il rally in corso. Ma quanto durerà la festa? Al riguardo, analisti e investitori sono un po’ scettici. Alcuni ritengono che le persone stiano acquistando in questo momento per lo più per la paura di perdere il treno dei rialzi. “Questo potrebbe continuare per alcune settimane o mesi a causa della Fomo (fear of missing out, n.d.r.) degli investitori, ma scommettere che l’Europa sovraperformerà gli Stati Uniti nel corso dell’anno per ora è un po’ esagerato”, ha detto Enguerrand Artaz, macro strategist e gestore di fondi presso La Financière de l’Echiquier a Parigi.

Anche Christopher Dembik, senior investment manager di Pictet AM a Parigi, è poco convinto sulla durata del rally. “Questi flussi che vanno verso l’Europa sono puramente tattici”, ha detto.

A giudizio di Marija Veitmane, senior multi-asset strategist di State Street Global Markets, uno dei motivi per cui le azioni europee stanno sovraperformando è che gli investitori le hanno viste come rifugio a buon mercato dopo il crollo delle Big tech USA innescato dalle preoccupazioni per l’intelligenza artificiale. Tutto ciò ha “alimentato la narrativa sulla fine del cosiddetto “eccezionalismo” delle società tecnologiche statunitensi  e sulla necessità di riportare i portafogli in Europa”, ha affermato l’esperta. Tuttavia, “la sovraperformance dell’Europa non può essere presa come un voto di fiducia, visti i deboli fondamentali economici della regione e la crescita lenta”, ha aggiunto.

C’è chi pensa che le azioni europee possano continuare a fare bene, ma solo se si verificano alcune condizioni, come il cessate il fuoco in Ucraina, il rimbalzo della produzione, il calo dei prezzi del gas naturale, la ripresa cinese, l’aumento della spesa pubblica tedesca e i dazi moderati dagli Stati Uniti. “Se si verificherà tutto questo, o almeno una parte di esso, data la maggiore costosità relativa dei mercati statunitensi, allora l’Europa potrebbe sovraperformare”, ha detto. Tuttavia, l’azione più saggia è quella di “rimanere diversificati, dopo un inizio anno così stellare e la possibilità che si scateni una guerra commerciale”, ha precisato.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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