Azioni Giappone: per le banche d'affari americane sono da comprare
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Azioni Giappone: per le banche d’affari americane sono da comprare

Azioni Giappone: per le banche d'affari americane sono da comprare

Azioni del Giappone da comprare nel 2022? Una bella domanda se si considera che nel 2021 la Borsa giapponese è rimasta indietro rispetto ai principali mercati azionari mondiali. Il Nikkei è cresciuto appena del 4%, a fronte di un aumento del 24% dell’indice S&P 500, ad esempio. Le motivazioni vanno ricondotte ai lunghi stati di emergenza che ha dovuto sostenere il Paese per effetto del Covid-19, che hanno molto indebolito la spesa e rallentato la crescita.

Infatti, mentre altrove si sono registrati tassi d’inflazione allarmanti al punto da costringere le Banche centrali a intervenire con strette monetarie, Tokyo ha sperimentato una crescita dei prezzi poco sopra lo zero. Per tanti anni il Sol Levante ha dovuto combattere contro la deflazione che ha molto condizionato l’economia e le politiche monetarie e fiscali delle istituzioni. Adesso con il PIL che non avanza, i timori di una stagflazione si fanno più concreti.

Tutto questo è stato metabolizzato dal mercato nel corso del 2021 e quindi in questo ultimo scorcio gli investitori si interrogano se tale tendenza ha ancora basi solide per continuare nel prossimo anno. Le grandi banche d’affari americane non ne sono molto persuase e individuano segnali di riscossa del Paese, grazie proprio a un’inflazione che non dà problemi e a un alto tasso di vaccinazione che dovrebbe mettere al riparo le attività economiche da ulteriori interruzioni. Questo ovviamente si rifletterà in maniera positiva sulle azioni, che vedranno salire le loro quotazioni.

 

 

Giappone: le banche d’affari USA puntano sulle azioni

Goldman Sachs ritiene che è in arrivo dall’estero un potente afflusso di denaro che dall’inizio della pandemia è stato sottratto dai fondi per circa 61,3 miliardi di dollari. Il Giappone ha in questo momento pochissimi contagi e decessi nonostante vi sia la diffusione della variante Omicron. Tutto ciò grazie a uno dei livelli più alti di vaccinazione tra i 7 Paesi più sviluppati del mondo, il che aumenta le aspettative di una piena ripresa delle attività produttive. Gli analisti della banca d’affari vedono il Topix crescere nei prossimi 12 mesi a 2.250 punti, ovvero di un 12% in più rispetto ai livelli attuali.

L’analisi di Goldman è condivisa da Morgan Stanley, che stima anch’essa un aumento del 12% delle quotazioni del Topix nel 2022. Per la banca con sede a New York, il Giappone ha un vantaggio rispetto agli Stati Uniti che sta nella politica monetaria dell’istituto centrale. La Federal Reserve infatti ha dovuto raddoppiare il tapering per fronteggiare l’inflazione, la Bank of Japan potrebbe permettersi di essere estremamente paziente vista la scarsa crescita dell’indice dei prezzi al consumo. Inoltre le quotazioni del Topix non si sono adeguate alla ripresa eccezionale degli utili aziendali, il che fa pensare che ci sia ancora parecchio spazio per le azioni in Borsa.

JP Morgan pone l’accento sui multipli azionari molto allettanti delle società giapponesi quotate. Il Topix ad esempio viene scambiato a 14 volte gli utili stimati per i prossimi 12 mesi, mentre l’S&P 500 ha un rapporto price/earnings di 22. Non solo, il multiplo giapponese è inferiore di circa 16 volte la propria media degli ultimi 15 anni. Questo vuol dire che nel momento in cui il mercato decide di adeguarsi è possibile assistere a un vero rally delle quotazioni azionarie.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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