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Azioni giapponesi: Morgan Stanley, gli ultra-ricchi aumenteranno gli acquisti

Azioni giapponesi: Morgan Stanley, gli ultra-ricchi aumenteranno gli acquisti

Le azioni giapponesi riceveranno un grande contributo dagli investitori ultra-ricchi entro il 2030, secondo un rapporto di Morgan Stanley. Infatti, la grande liquiditàdelle famiglie più facoltose si distribuirà sui mercati azionari. La banca americana prevede che gli investimenti combinati degli “ultra-high net worth” e degli “upper affluent” passeranno da un valore attuale di 690.000 miliardi di yen a 906.000 miliardi di yen, corrispondenti a 5.800 miliardi di dollari.

Tutto ciò rappresenterà una manna per la gestione patrimoniale, sottolineano gli analisti e gli strategist dell’istituto finanziario americano, in un contesto in cui il rally del mercato azionario e la fine della politica dei tassi di interesse negativi della Bank of Japan hanno rinnovato l’interesse per le azioni giapponesi. “Man mano che questo gruppo aumenta la sua ricchezza e le sue esigenze di portafoglio diventano più sofisticate, pensiamo che gli afflussi nei fondi comuni potrebbero essere significativi a lungo termine” ha scritto Morgan Stanley nel report.

 

Azioni giapponesi: è l’ora di investire?

Dopo un 2023 in grande spolvero con un guadagno dell’indice Nikkei 225 del 28,24%, la Borsa di Tokyo ha continuato a salire anche nel 2024 aumentando la capitalizzazione del 16,81% finora. A confronto l’S&P 500 di Wall Street, che viaggia sui massimi storici, è salito dell’11,18% quest’anno. A trainare le azioni giapponesi è sicuramente la politica monetaria ultra-espansiva della Banca del Giappone, nonostante l’istituto guidato da Kazuo Ueda abbia posto fine all’era di tassi negativi che durava da 8 anni.

Il rally è stato favorito anche dall’aumento a livelli record di dividendi e buyback da parte delle società giapponesi. Secondo i dati forniti da Okasan Securities, tra le società che hanno riportato gli utili entro il 10 maggio, il 53% ha annunciato l’intenzione di incrementare i dividendi per l’anno fiscale in corso. Quanto ai buyback, Goldman Sachs rileva che le aziende hanno annunciato ad aprile riacquisti di azioni proprie record per 1.200 miliardi di yen, pari a 7,7 miliardi di dollari. Tutto ciò ha compensato una guidance prudente delle società nipponiche, come da tradizione, per l’inizio dell’anno finanziario. “Gli investitori preferiscono aumenti dei dividendi abbinati a un piano di capitale a lungo termine, come l’aumento del payout ratio complessivo. Ciò offre una prospettiva più chiara a lungo termine ed è positivo per i prezzi delle azioni”, ha affermato la scorsa settimana Kei Okamura, vicepresidente senior di Neuberger Berman East Asia.

A frenare l’entusiasmo sulle azioni giapponesi è invece Yue Bamba, responsabile degli investimenti attivi in Giappone presso BlackRock, secondo cui puntare sugli asset del Sol Levante in questo momento “diventa più difficile se la valuta continua a indebolirsi”. Quando si parla del Giappone, “per gli investitori globali il Forex è sicuramente al primo posto”, ha aggiunto l’esperto. In realtà, lo yen debole favorisce sicuramente i profitti degli esportatori, ma alla lunga rappresenta una preoccupazione considerevole per i consumatori che vedono aumentare la spesa per i loro acquisti e per le aziende, che si trovano ad affrontare costi di importazione più alti.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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