Azioni: quest'anno niente rally di Babbo Natale, ecco perché - Borsa&Finanza

Azioni: quest’anno niente rally di Babbo Natale, ecco perché

Azioni: quest'anno niente rally di Babbo Natale, ecco perché

Il mese di dicembre solitamente è molto proficuo per le azioni in Borsa, tant’è che gli osservatori di mercato hanno coniato il termine di rally di Babbo Natale per descrivere i rialzi che normalmente avvengono nell’ultima parte dell’anno. Le motivazioni per cui il denaro si riversa nei mercati azionari riguardano viene utilizzata per comprare azioni. Un’altra ragione fa riferimento al fatto che le vendite delle aziende salgono in concomitanza con le festività natalizie e questo trasmette fiducia agli investitori che contano su un miglioramento dello stato di salute delle società su cui puntano.

 

Azioni: le Banche centrali contro il rally di Babbo Natale

Quest’anno però il rally di Babbo Natale difficilmente avverrà e comunque, se avrà luogo, non sarà come quello degli altri anni. Il motivo? Le Banche centrali non sono d’accordo. L’ultimo istituto monetario che ancora attuava una politica monetaria accomodante, ossia la Bank of Japan, ha sorpreso tutti e ha attuato una mossa che potrebbe essere l’anticamera di una svolta vera e propria. Il governatore Haruhiko Kuroda ha annunciato che la BoJ permetterà un’oscillazione dei rendimenti obbligazionari a 10 anni di ±0,5% dall’attuale intervallo di ±0,25%. In precedenza il numero uno della Banca centrale giapponese aveva affermato che un ritocco della curva dei rendimenti avrebbe significato un cambiamento nella politica sui tassi, anche se stavolta ha precisato che i tassi rimarranno ancora negativi. Tuttavia, il mercato ha recepito il messaggio in modo diverso, ovvero come l’inizio della fine dell’accomodamento monetario ultradecennale. Di conseguenza, le azioni hanno cominciato a scendere.

La mossa della BoJ ha seguito il segnale lanciato pochi giorni prima dal governatore della Banca centrale europea, Christine Lagarde, con toni da falco che hanno spiazzato i mercati. La Bce continuerà ad alzare i tassi in maniera aggressiva nel 2023, fino a quando l’inflazione non si dirigerà verso il target del 2%. Considerato che attualmente l’indice dei prezzi al consumo cresce 5 volte di più dell’obiettivo dell’Eurotower, ciò suggerisce che la strada sarà ancora molto lunga e nel frattempo il contraccolpo economico e sulle azioni delle strette sui tassi sarà molto pronunciato.

Anche la Federal Reserve non ha fornito maggiore ottimismo ai mercati, nonostante segnali evidenti di raffreddamento dell’inflazione americana nei mesi di ottobre e novembre. Il presidente Jerome Powell ha promesso tassi alti più a lungo di quanto il mercato si aspetti per il 2023, prevedendo un’inflazione ancora molto ostica. Gli investitori sperano che i dati macroeconomici possano migliorare a tal punto da ammorbidire l’atteggiamento delle Banche centrali, ma per ora è meglio guardare in faccia la realtà: questo non è il momento di comprare le azioni.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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