La settimana appena iniziata sarà di importanza cruciale per le banche europee, chiamate alla pubblicazione dei conti relativi al secondo trimestre 2024. Domani aprirà la serie la spagnola Banco de Sabadell, alle prese con un’offerta pubblica d’acquisto ostile da parte della rivale BBVA. La trimestrale sarà significativa non solo in termini numerici, ma anche in virtù ciò che dirà il management sulla questione. Cercherà probabilmente di usare parole forti per convincere gli azionisti a votare contro l’OPA. Mercoledì saranno ben quattro le banche che scenderanno in campo: i due maggiori istituti di credito europei per capitalizzazione, Banco Santander e BNP Paribas; la principale banca tedesca, Deutsche Bank; e la seconda azienda di credito italiana, Unicredit. Nella seconda parte della settimana entreranno in azione le big bank britanniche. Giovedì sarà il turno di Lloyds Banking Group, mentre venerdì sarà la volta di Barclays e HSBC.
Banche europee: cosa aspettarsi dalle trimestrali
Quest’anno le azioni delle banche europee hanno sovraperformato l’indice generale Euro STOXX 600, con un guadagno del 20% a fronte di una performance del 7%. Recentemente sono emerse delle preoccupazioni circa la sostenibilità dei profitti derivanti soprattutto dalla redditività netta degli interessi, con la Banca centrale europea che ha iniziato ad abbassare i tassi. Probabilmente la robustezza degli utili sarà messa a dura prova più avanti, dopo che l’istituto centrale avrà tagliato il costo del denaro, presumibilmente a settembre, dando seguito alla mossa di giugno.
Secondo gli analisti di JPMorgan Chase, l’importo che le banche guadagnano dai prestiti concessi al netto di quello che pagano sui depositi rimarrà forte. Le banche hanno dimostrato una bassa sensibilità ai tassi e la percentuale di clienti che spostano liquidità su conti con pagamenti più elevati rimane contenuta. Tuttavia, gli analisti hanno avvertito che gli investitori “non saranno tolleranti in caso di delusione sulla redditività netta da interessi” con i prezzi delle azioni vicini ai massimi a nove anni. C’è da dire però che rispetto alle pari statunitensi, le banche europee scambiano in Borsa con uno sconto del 43% sulla base del rapporto prezzo/utili a due anni, a fronte di una media storica del 27%.
Un aspetto sotto i riflettori sarà l’investment banking, con la ripresa delle operazioni di finanza straordinaria delle imprese e alla luce dei grandi risultati su questo fronte conseguiti dalle banche USA. Gli analisti si aspettano numeri forti per quegli istituti come Deutsche Bank che puntano molto su questa unità di business. La banca con sede a Francoforte dovrebbe riportare una trimestrale in rosso dopo 15 trimestri consecutivi in attivo, per via di una causa degli investitori sulla divisione Postbank, la principale banca al dettaglio tedesca. Per quel che concerne la divisione trading, le attese sono per un miglioramento su base annua delle commissioni derivanti dagli scambi azionari ma non delle entrate da reddito fisso, valute e materie prime.
Il mercato infine presterà attenzione alle prospettive specialmente delle banche francesi, dopo che le elezioni di questo mese hanno premiato i partiti della sinistra ma senza assegnare la maggioranza assoluta a nessun raggruppamento politico.









