Banche USA: ecco le perdite da guerra Russia-Ucraina - Borsa e Finanza

Banche USA: ecco le perdite da guerra Russia-Ucraina

Banche USA: ecco a quanto ammontano le perdite da guerra Russia-Ucraina

In questi giorni le principali banche USA di Wall Street hanno riportato le potenziali perdite derivanti dalla guerra Russia-Ucraina. Nel farlo, hanno anche affermato che il mercato avrebbe continuando a registrare molta volatilità, sebbene abbiano precisato che le perdite saranno gestibili. Tuttavia, alcune preoccupazioni rimangono in essere e possono portare a situazione borderline, come la cancellazione degli scambi che si è verificata nel London Metal Exchange relativamente al nichel. Ma vediamo nel dettaglio com’è la situazione di 4 banche USA d’affari, dopo lo scoppio del conflitto nell’Est Europa.

 

JP Morgan

JP Morgan ha affermato di aver stanziato circa 300 milioni di dollari a copertura dei cali sui prestiti associati alla Russia. Inoltre ha attribuito 120 milioni di dollari di una perdita di 524 milioni di dollari nel primo trimestre a un’operazione come controparte di uno short trade di Tsingshan, gruppo metalmeccanico cinese che si è rivelato disastroso.

Nell’ultima chiamata agli utili, l’Amministratore Delegato Jamie Dimon, ha affermato che non è possibile prevedere alcuno scenario in cui non ci sarà molta volatilità in questo momento. L’impatto dell’invasione russa si è fatto molto sentire nell’investment banking di JP Morgan, con un rallentamento dell’attività del 32%, specie nella sottoscrizione di azioni. Gli accantonamenti della banca sono stati inferiori all’1% dei ricavi.

 

Goldman Sachs

Goldman Sachs è stato un grande vincitore dalla volatilità dei mercati, dal momento che i ricavi della divisione commerciale sono aumentati del 4% a 7,87 miliardi dagli ultimi dati trimestrali rilasciati dalla banca, superando le attese degli analisti di 5,86 miliardi. In particolare, i ricavi nel trading di reddito fisso, valute e materie prime sono stati di 4,7 miliardi, al di sopra delle aspettative del consensus di 3,1 miliardi.

Bisogna rilevare però che l’esposizione alla Russia è stata di 650 milioni di dollari, con una perdita netta registrata di circa 300 milioni di dollari. I ricavi dell’investment banking sono diminuiti del 36%. David Solomon, Amministratore Delegato dell’istituto, ha affermato che l’invasione russa ha complicato il contesto geopolitico, creando un ulteriore livello di incertezza che sopravvivrà alla guerra.

 

Morgan Stanley

Nel primo trimestre del 2022 i ricavi commerciali di Morgan Stanley sono aumentati dell’1% a 6 miliardi di dollari rispetto allo stesso periodo del 2021, superando le stime di Wall Street che li davano a 4,84 miliardi. In questo sono da rilevare ricavi del trading a reddito fisso di 2,9 miliardi di dollari, in surplus rispetto ai 2,1 miliardi di dollari degli analisti; mentre il fatturato per la parte relativa alla componente azionaria è stato di 3,1 miliardi di dollari, facendo meglio delle attese di 2,59 miliardi di dollari. I ricavi dell’investment banking sono diminuiti del 37%. La banca d’affari USA ha riferito di avere un’esposizione limitata nei confronti di Mosca, grazie alla rinuncia della sua licenza bancaria nel Paese prima che si concretizzasse l’invasione dell’Ucraina.

 

Citigroup

Tra le 4 banche USA considerate, Citigroup è quella che ha subito maggiormente l’impatto della guerra Russia-Ucraina. L’istituto finanziario ha sostenuto che le potenziali perdite potrebbero essere di 2,5-3 miliardi di dollari. Per questo ha messo da parte 1 miliardo di dollari di riserve a copertura del passivo. Il problema riscontrato dalla banca è attinente alla possibilità di vendere le sue partecipazioni russe nel mentre che dall’Occidente arrivano le sanzioni nei confronti del Paese guidato da Vladimir Putin.

Nell’ultimo trimestre le entrate commerciali di Citi sono diminuite del 2% su base annua a 5,8 miliardi di dollari e i ricavi dell’investment banking sono crollati del 43%. Mark Mason, Chief Financial Officer di Citi, ha affermato che la l’impatto della guerra è stato notevole, causando una volatilità significativa. “Tuttavia, la banca è stata in grado di trarre vantaggio e di essere stata ben posizionata nelle materie prime”, ha aggiunto.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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