Banche Usa: l’investment banking trainerà i profitti anche nel 2026

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Le grandi banche Usa hanno festeggiato un boom dell’investment banking nel 2025, come dimostrano i numeri emersi dalle chiamate agli utili che hanno inaugurato la stagione delle trimestrali negli Stati Uniti. Questa settimana hanno pubblicato i conti JPMorgan Chase, Bank of America, Citigroup, Wells Fargo, Goldman Sachs e Morgan Stanley. Nel complesso, i sei principali istituti finanziari a stelle e strisce hanno riportato dati sull’investment banking in deciso rialzo rispetto agli anni precedenti, alimentando aspettative positive per il 2026.

 

In questo articolo:

 

  • Banche Usa: l’investment banking come punto di forza
  • Cosa aspettarsi quest’anno

 

Banche Usa: l’investment banking come punto di forza

Il 2025 è stato un anno straordinario per l’investment banking: le grandi operazioni e le Iipo sono risultate sorprendentemente robuste, smentendo le aspettative secondo cui l’attività sarebbe stata frenata dopo l’annuncio, in primavera, dei dazi generalizzati da parte del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Secondo i dati Dealogic, i ricavi globali dell’investment banking hanno superato i 100 miliardi di dollari lo scorso anno. Si tratta di un traguardo significativo, perché segna una ripresa a lungo attesa dopo diversi anni difficili caratterizzati da tassi di interesse elevati e volatilità dei mercati.

Dai conti del quarto trimestre 2025 emerge che le commissioni della divisione di Morgan Stanley sono balzate del 47%, mentre quelle di Citigroup e Goldman Sachs hanno registrato un aumento rispettivamente del 35% e del 25%. Anche Wells Fargo, storicamente specializzata nel credito al consumo, ha vissuto un 2025 particolarmente significativo sul fronte dell’investment banking, ponendosi l’obiettivo ambizioso di entrare tra le prime cinque banche d’investimento statunitensi, diversificando rispetto alle proprie radici. L’amministratore delegato Charlie Scharf ha affermato che Wells Fargo ha scalato la classifica, passando dal dodicesimo all’ottavo posto nelle operazioni di M&A annunciate. “Siamo entrati nel 2026 con una pipeline di operazioni significativamente più ampia rispetto a qualsiasi altro momento degli ultimi cinque anni, anche se le condizioni di mercato possono sempre cambiare”, ha dichiarato durante la chiamata agli utili.

Più contenuta è stata la crescita nel segmento di business di JPMorgan Chase e Bank of America. La prima ha deluso gli investitori a causa di confronti più difficili e del rinvio di alcune operazioni al 2026, pur restando la banca con le commissioni più elevate del settore nel 2025. Bank of America ha invece riportato una crescita delle commissioni di investment banking pari ad appena l’1% nell’ultimo trimestre dell’anno.

 

Cosa aspettarsi quest’anno

Le banche di Wall Street si attendono un 2026 altrettanto ricco di operazioni di finanza straordinaria, in grado di generare consistenti ricavi da commissioni. Diverse società di alto profilo potrebbero approdare in Borsa, secondo le valutazioni in corso. L’elenco potrebbe includere la startup leader nell’intelligenza artificiale OpenAI, la società spaziale SpaceX di Elon Musk e il produttore di chip per l’AI Cerebras.

“Per quanto riguarda le prospettive, ci aspettiamo un forte coinvolgimento dei clienti e un’intensa attività di deal nel 2026, come riflesso della nostra pipeline”, ha dichiarato il direttore finanziario di JPMorgan, Jeremy Barnum. Dello stesso avviso è la direttrice finanziaria di Morgan Stanley, Sharon Yeshaya, che a Reuters ha detto di aspettarsi “un aumento delle operazioni nei settori sanitario e industriale”. Secondo Macrae Sykes, gestore di portafoglio di Gabelli Funds, il 2026 sarà “un anno molto forte per le IPO e per le operazioni di M&A annunciate”, poiché “il contesto beneficia di diversi fattori favorevoli, tra cui una crescita solida del PIL, la deregolamentazione e gli effetti di un costo del capitale più basso grazie ai tagli dei tassi della Federal Reserve nel 2025″.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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