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BCE e BoE: per l’FMI devono aumentare i tassi d’interesse, ma con cautela

BCE e BoE: per l'FMI devono aumentare i tassi d'interesse, ma con cautela

La BCE e la BoE dovrebbero continuare ad aumentare i tassi d’interesse ma con cautela, secondo il Fondo Monetario Internazionale (FMI). L’organo sovranazionale denuncia una serie di rischi che le Banche centrali di Europa e Gran Bretagna dovranno affrontare durante il percorso di politica monetaria e che richiedono una certa flessibilità. Tra questi vi sono le tensioni che possono venire dal mondo bancario, sulla falsariga di ciò che sta accadendo negli Stati Uniti.
“Mentre le riserve medie di capitale e liquidità confortevoli tra le banche dell’area dell’euro e del Regno Unito forniscono un cuscinetto, i recenti problemi del settore bancario illustrano come le tensioni di liquidità e lo stress finanziario possano emergere bruscamente”, ha affermato in un rapporto l’FMI. “Un altro episodio di stress potrebbe erodere i buffer, soprattutto tra le banche con fondamentali più deboli, e restringere bruscamente il credito e le condizioni finanziarie più ampie”, ha aggiunto.

BCE e BoE: per l’FMI devono guardarsi da un’inflazione ostica

L’FMI ha avvertito che in particolare la Banca Centrale Europea deve dare priorità alla lotta al carovita fino a quando “l’inflazione core non sarà inequivocabilmente sulla via del ritorno agli obiettivi dell’istituto”. Una prova che il rischio di inflazione persistente è realistico deriva da un rallentamento economico che in “molte economie europee potrebbe essere ancora più ridotto di quanto stimato dopo shock consecutivi”. La zona euro ha schivato di poco una recessione. I dati della scorsa settimana hanno riportato una crescita del PIL dei 20 paesi dell’eurogruppo dello 0,1% nel primo trimestre, al di sotto comunque dello 0,2% atteso. Le cattive notizie arrivano sul fronte inflazionistico, però, dove in Francia e in Spagna i prezzi al consumo sono tornati a salire.
Questo rende ancora più rilevante la riunione di questo giovedì della BCE. Molto probabilmente l’Eurotower allenterà il ritmo del rialzo dei tassi d’interesse a 25 punti base. Il mercato si aspetta altre due mosse di ugual misura nelle riunioni di giugno e luglio, con il tasso terminale dei depositi che si attesterà al 3,75%. “La cosa peggiore che puoi fare quando stai combattendo l’inflazione è allentare troppo presto o fermarti troppo presto perché ciò richiederà un secondo tentativo di stringere e aumenterà i costi dello sforzo di disinflazione”, ha riferito l’FMI.
Tuttavia, l’istituto guidato da Kristalina Georgieva lancia un monito sulla stretta quantitativa della BCE attraverso una liquidazione del suo bilancio. A giudizio dei funzionari del fondo, il quantitative tightening dovrebbe essere fatto con cura, in quanto “la frammentazione finanziaria – compresa una forte divergenza nei costi di indebitamento sovrano – e i più ampi rischi per la stabilità finanziaria richiedono cautela e flessibilità per cambiare rotta, se necessario”. Tutto questo quantunque “le turbolenze acute del mercato obbligazionario sono un rischio probabilmente più remoto”.
La situazione della Banca d’Inghilterra è simile e diversa allo stesso tempo. La BoE dovrebbe continuare a restringere, ma in Gran Bretagna è probabile una recessione e i prezzi al consumo sono meno pressanti, sostiene l’FMI. “La politica monetaria potrebbe aver bisogno di un ulteriore inasprimento per mantenere le aspettative di inflazione ben ancorate e riportarla al target, anche se i rischi per l’inflazione sono ora più equilibrati”, ha osservato. L’istituto guidato da Andrew Bailey si riunirà l’11 maggio e, secondo le attese degli analisti, dovrebbe aumentare i tassi d’interesse di una quarto di punto portandoli al 4,5%.

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