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BCE: per gli economisti il primo taglio dei tassi arriverà a giugno

BCE: per gli economisti il primo taglio dei tassi arriverà a giugno

Gli economisti sono convinti che la Banca centrale europea (BCE) inizierà a tagliare i tassi di interesse nel mese di giugno. Secondo un sondaggio realizzato da Reuters tra il 26 e il 29 febbraio, 46 su 73 interpellati hanno sostenuto che tra poco più di tre mesi avverrà la prima sforbiciata da 25 punti base del tasso sui depositi. Solo 17 invece si aspettano un taglio ad aprile e 10 nella seconda parte dell’anno. Nessuno degli economisti intervistati ha dichiarato di attendersi una riduzione del costo del denaro nella riunione del 7 marzo.

Ma perché proprio giugno? Le ragioni sono fondamentalmente due, secondo gli esperti. La prima deriva dal fatto che nel frattempo l’inflazione potrebbe essere scesa ancora verso l’obiettivo di lungo periodo della BCE al 2%. L’ultima lettura di giovedì 22 febbraio ha evidenziato un indice dei prezzi al consumo del 2,8% annuo, in calo rispetto al 2,9% del mese precedente. Questo è sicuramente un buon risultato, specialmente se raffrontato al picco del 10,6% di ottobre 2022. Tuttavia, ancora non è abbastanza e se la Banca centrale si muovesse troppo presto rischierebbe di riaccendere il carovita.

La seconda ragione riguarda i salari. A maggio verranno pubblicati i dati sui salari negoziati per il primo trimestre, che il governatore della BCE ritiene estremamente importanti per vedere quanto potrebbero impattare sull’inflazione. Quindi, prima di avere un quadro più chiaro su questo versante, difficilmente l’Eurotower prenderà decisioni in tema di politica monetaria. “A giugno l’inflazione effettiva sarà scesa un po’ di più, avremo anche la crescita dei salari del primo trimestre che non dovrebbe mostrare nuove accelerazioni. Ecco perché sembra un buon momento per fare il primo taglio dei tassi” ha affermato Carsten Brzeski, responsabile globale macro di ING.

 

BCE: ecco perché non ci saranno tagli dei tassi aggressivi

Quanto sarà forte il ciclo di allentamento della BCE quest’anno? Gli economisti non credono in una manovra aggressiva da parte dell’autorità monetaria, anche se la crescita economica dovesse vacillare. Le aspettative sono di tagli fino a 100 punti base, per un tasso dei depositi, che a fine 2024 potrebbe attestarsi al 3%. Dei 73 economisti del campione, 32 vedono un tasso più alto e solo 23 più basso. Il rischio è che “non appena l’economia si riprenderà, l’inflazioni ritorni”, ha affermato Brzeski. Secondo il sondaggio, in media l’inflazione sarà del 2,3% nel 2024 e del 2,1% nel 2025.

Inoltre c’è un’altra questione da considerare, ovvero l’impatto che tagli troppo aggressivi avrebbero sull’euro, in particolare in rapporto al dollaro USA. Attualmente il biglietto verde è in forma, anche perché l’economia americana si è mostrata più forte e resiliente di quella europea durante tutto il ciclo di restringimento monetario. Questo implica anche che la Federal Reserve potrebbe iniziare a tagliare qualche mese dopo rispetto alla BCE e l’aspettativa di un tale scenario indebolirebbe ulteriormente l’EUR/USD. “Uno dei canali di trasmissione della politica monetaria è l’andamento del cambio quando le politiche monetarie divergono”, ha spiegato Bas van Geffen, senior macro strategist di Rabobank. “Ciò non impedisce alla BCE di effettuare il taglio dei tassi prima dei suoi omologhi statunitensi. Tuttavia, se la BCE sarà la prima a tagliare, ci aspetteremmo un po’ più di cautela nei passi successivi”.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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