BCE: per gli economisti il tasso terminale sarà del 3,25% nel 2023
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BCE: per gli economisti il tasso terminale sarà del 3,25% nel 2023

BCE: per gli economisti il tasso terminale sarà del 3,25% nel 2023

La Banca Centrale Europea (BCE) terminerà il rialzo dei tassi d’interesse nel primo semestre del 2023. È quanto emerge da un sondaggio condotto da Bloomberg, che ha chiesto agli economisti le opinioni sulle intenzioni dell’istituto di Francoforte nelle prossime riunioni. Secondo gli intervistati, l’Eurotower dovrebbe alzare il costo del denaro di mezzo punto percentuale sia nel meeting di febbraio che in quello di marzo, mentre a maggio o giugno arriverebbe una stretta più lieve di 25 punti base. Alla fine, quindi, il tasso di riferimento passerà dal 2% attuale al 3,25%. Da allora, gli interpellati prevedono un taglio del costo del denaro dello 0,25%, esattamente all’inizio del terzo trimestre.

Questo sarebbe in contrasto con quanto sostenuto da gran parte dei funzionari della BCE, che viceversa ritengono che il tasso terminale rimarrebbe immutato quest’anno, senza alcun taglio. Gli economisti intervistati stimano anche che l’inflazione complessiva si abbassi dal 9,2% attuale all’8,5% nel primo trimestre, per poi scendere al 3,7% a fine anno. Mentre, l’indicatore dei prezzi core – che esclude cibo, energia e altri elementi volatili – raggiungerà un picco medio del 5,1% nei primi tre mesi dell’anno, prima di ritirarsi al 3,5% nell’ultima fase del 2023.

 

BCE: difficile un taglio dei tassi nel 2023

Gli investitori sono più pessimisti rispetto al sondaggio condotto sugli economisti. Le ultime indagini di MLIV Pulse di Bloomberg riportano un’attesa del mercato di un picco dei tassi d’interesse di almeno il 3,5%, per via del perdurare dell’inflazione di fondo. Del resto, l’ala dei falchi della BCE ha preso il sopravvento negli ultimi mesi e sembra avere la meglio sull’attuazione di una politica monetaria più aggressiva rispetto a poco tempo fa.

La scorsa settimana, il governatore della Banca Centrale austriaca ha affermato che la determinazione dell’istituto monetario non cambierà fino a quando l’inflazione core non raggiungerà il picco. Opinione che riecheggia quella del membro del comitato esecutivo della BCE Isabel Schnabel, che ha riferito che “i tassi di interesse dovranno ancora aumentare significativamente a un ritmo costante per raggiungere livelli sufficientemente restrittivi da garantire un tempestivo ritorno dell’inflazione all’obiettivo del 2% a medio termine”.

Una presa di posizione che non è del tutto condivisa dal vicepresidente di BlackRock Philipp Hildebrand. L’ex governatore della Swiss National Bank ritiene che l’inflazione scenderà molto rapidamente e in maniera sorprendente. Tuttavia, ciò non servirà molto a favorire il taglio dei tassi d’interesse. “Il 9% -4% sarà la parte facile e poi diventerà molto difficile riportare l’inflazione alla stabilità dei prezzi”, ha detto Hildebrand. “Saranno molto attenti, molto concentrati a non perdere l’ancora delle aspettative di inflazione a lungo termine”, ha aggiunto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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