BCE: per Lagarde recessione non riuscirà a domare inflazione
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BCE: per Lagarde recessione non riuscirà a domare inflazione

BCE: per Lagarde una recessione non riuscirà a domare l'inflazione

Il Governatore della BCE Christine Lagarde ritiene possibile una recessione nel breve termine, ma ha avvertito che non sarebbe sufficiente a contenere l’inflazione. Lo ha affermato in una conferenza a Riga, dove ha sottolineato anche che in questo momento l’istituto centrale ha l’obiettivo di riportare il carovita al 2% e che “alla fine ci riuscirà”. Lagarde parla una settimana dopo aver attuato il secondo aumento consecutivo dei tassi d’interesse di 75 punti base e queste parole potrebbero risuonare un po’ come un’intenzione di voler continuare a inasprire la politica monetaria per riuscire a domare l’inflazione.

Tuttavia, alla domanda se la Banca Centrale Europea seguirà le orme della Federal Reserve sulla questione dei tassi, l’ex numero uno del Fondo Monetario Internazionale è stata chiara: “dobbiamo prestare attenzione alle decisioni della Fed, in quanto influenza i mercati globali, ma non possiamo limitarci a rispecchiarle. Non siamo uguali e non possiamo progredire allo stesso ritmo o con la stessa diagnosi delle nostre economie”. Che sia un modo per prendere le distanze?

Ieri sera nella conferenza stampa che conclude il consueto meeting della Fed, il Governatore della Banca Centrale a stelle e strisce ha gelato i mercati affermando che il tasso terminale probabilmente sarà più alto rispetto a quanto i funzionari si aspettavano. È pur vero che ancora l’economia americana è in ottima salute ed è stata colpita solo in parte dalla crisi energetica che viceversa sta devastando l’Europa. Ecco perché quando Lagarde rimarca la differenza tra le due economie, ciò potrebbe essere il segnale che l’aggressività dell’Eurotower non dovrà entrare troppo in rotta di collisione con la crescita e l’occupazione.

 

BCE: divisioni ancora all’interno del Board sulla prossima mossa sui tassi

Quindi come sarà il prossimo rialzo dei tassi d’interesse da parte della BCE? Secondo il Consigliere dell’istituto centrale Mario Centeno, Francoforte ha già fatto gran parte di ciò che doveva fare per contenere l’inflazione, che a suo avviso questo trimestre raggiungerà il picco. Il Presidente della Bundesbank Joachim Nagel però rilancia su ulteriori aumenti dei tassi d’interesse per riportare l’indice dei prezzi al consumo all’obiettivo di medio termine. “La BCE non deve astenersi dal farlo ancora per qualche tempo”, ha affermato. Dello stesso avviso è il Governatore della Banca Centrale della Lettonia, Martin Kazaks, che ha posto l’accento sul fatto che i tassi debbano essere molto alti e che “non c’è alcuna necessità di sospendere gli aumenti verso fine anno, nonostante le preoccupazioni per una recessione”.

Tutto ciò però potrebbe avere delle ripercussioni non molto gradite, secondo il membro del Consiglio Direttivo Fabio Panetta. “La Bce dovrebbe evitare di aumentare i tassi di interesse troppo velocemente, perché questo potrebbe danneggiare eccessivamente la crescita economica, i prezzi delle case e i mercati finanziari”, ha detto. Panetta evidenzia come sia importante una certa coerenza politica affinché il processo di normalizzazione della politica monetaria abbia successo, prendendo a riferimento il caos che è scoppiato in Gran Bretagna proprio per ciò che lui ritiene una forma di incoerenza nel mix delle politiche adottate. Per ridurre le pressioni inflazionistiche e la stretta monetaria necessarie, a suo giudizio “politiche energetiche, fiscali e di bilancio ben concepite possono dare un contributo fondamentale”.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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