BCE: per economisti tassi al 3,25% prima di avviare una riflessione

BCE: per economisti tassi al 3,25% prima di avviare una riflessione

La sede della Banca centrale europea a Francoforte

Klaas Knot, il governatore della Banca centrale olandese e falco dell’istituto centrale di Francoforte, ha ribadito le sue posizioni su inflazione, crescita e tassi di interesse stamane. In un intervento che ha preceduto il discorso di Christine Lagarde a Davos, Knot ha ribadito che la Bce non si limiterà a un solo aumento di 50 punti base dei tassi di interesse. Dunque i rialzi di questa entità saranno almeno due, nelle riunioni Bce di febbraio e marzo, a cui ne seguirà un altro dello 0,25%, per un bilancio finale che Antonio De Negri, amministratore delegato di Smart Bank, vede attestarsi al 3,25% in maggio (dal 2% attuale).

 

Bce, sui tassi non si può sbilanciare

La stima di Antonio De Negri sul livello di atterraggio finale dei tassi di interesse in Eurozona è allineata con quella degli economisti interpellati da Bloomberg in un recente sondaggio. Tuttavia gli economisti si spingono fino a prevedere un taglio dei tassi di interesse dello 0,25% nella riunione di luglio. La Bce sui tassi non può sbilanciarsi allo stesso modo e le parole di Klas Knot e Christine Lagarde ne sono conferma. Per il numero uno di Francoforte i numeri dell’inflazione sono ancora troppo alti e il percorso di rialzo dei tassi proseguirà fino a quando l’inflazione sarà scesa, per non rischiare un disancoraggio delle aspettative.

Infatti, sebbene i prezzi al consumo potrebbero aver toccato il picco in Europa, sia l’inflazione headline che quella core rimangono su livelli elevati e persistenti mentre la crescita economica nel 2023 sarà migliore di quanto inizialmente previsto. De Negri spiega che “sembra essersi allontanato il rischio di una recessione tecnica. L’aggiornamento delle nostre previsioni riflette i recenti risultati confortanti, in particolare per i dati industriali e per i sondaggi sulla fiducia, che vedono uno slancio di crescita più resiliente rispetto a quanto osservato alla fine dello scorso anno”.

SmartBank ha recentemente aggiornato le sue previsioni di crescita economica per l’area euro portandole a +0,6% per il 2023 dal -0,1% precedente. Tra gli Stati membri la crescita più debole sarà quella di Germania e Italia mentre Spagna e Francia beneficeranno della maggiore diversificazione delle fonti energetiche e dell’elevato peso del settore servizi nelle loro economie. Per quanto riguarda l’inflazione, gli analisti di SmartBank prevedono una discesa a 3,3% nel corso del 2023. La stima precedente era posizionata a +4,5%, per il dato headline. Anche l’inflazione core dovrebbe moderare verso il 3,3% entro la fine dell’anno.

Anche gli economisti interpellati da Bloomberg ritengono che il picco sull’inflazione headline sia ormai dietro le spalle. E i dati sui prezzi al consumo diffusi ieri in Eurozona confermano questa ipotesi con una rilevazione a +9,2% in dicembre da +10,1% in novembre. Ora dovrebbe iniziare a scendere anche l’inflazione core (+6,9% in dicembre da +6,6%) a partire dall’inizio del secondo trimestre dell’anno, giusto in tempo per fermare la mano della Bce e permettere anche a un falco come Klas Knot di iniziare a rilassarsi.

AUTORE

Alessandro Piu

Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia, dal giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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