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BoE: altro intervento di emergenza per frenare sell-off dei Gilt

La BoE fa un altro intervento di emergenza per frenare il sell-off dei Gilt, ecco come

La BoE scende ancora una volta in campo nel mercato delle obbligazioni pubbliche comprando stavolta i Gilt indicizzati all’inflazione. Lo scopo di quest’ennesima mossa della banca centrale britannica è quella di porre un freno all’emorragia di vendite da parte dei fondi pensione che sta creando “un rischio materiale per la stabilità finanziaria del Regno Unito”, ha comunicato l’istituto monetario. L’entità guidata da Andrew Bailey ha dichiarato che nel mercato delle obbligazioni pubbliche si stanno creando delle disfunzioni, dove questa settimana il costo del prestito a lungo termine ha toccato il livello più alto dal primo intervento del 28 settembre. Per questo, in una giornata in cui i mercati sono nervosi per via dell’affermazione del Governo britannico di attenersi ai piani di taglio delle tasse, la BoE prova a stabilizzare i mercati impegnandosi ad acquistare fino a 5 miliardi di sterline al giorno. Il rendimento dei Gilt a 2 anni oggi scende dell’1% al 4,3%, mentre i titoli di Stato a 10 anni salgono dello 0,40% al 4,49%.

 

BoE: perché i Gilt indicizzati

I Gilt indicizzati all’inflazione sono finiti nel mirino della BoE per un motivo ben preciso: il mercato di questa tipologia di titoli è dominato dai fondi pensione, che attualmente sono sottoposti a una pressione enorme. Il rendimento reale a 10 anni era salito ieri di 0,64 punti percentuali all’1,24%, mostrando il più grande aumento dal 1992. Questo perché gli organismi pensionistici hanno dovuto liberarsi dei Gilt indicizzati per coprire le uscite pensionistiche, in quanto il 47% del portafoglio è rappresentato proprio da tali titoli.

Questa nuova iniziativa della BoE arriva appena 24 ore dopo che la Banca ha deciso di potenziare il programma di mini quantitative easing che terminerà venerdì 14 ottobre, portando da 5 a 10 miliardi di sterline la quota massima di Gilt che può caricare in portafoglio ogni giorno. L’obiettivo era quello di dare respiro ai fondi pensionistici che si trovano in crisi di liquidità e che stanno continuando a vendere titoli di Stato sul mercato per racimolare denaro al fine di pagare le pensioni. Evidentemente ciò non è stato sufficiente, perché dopo che la misura ha lenito inizialmente l’agitazione dei mercati, le vendite sono riprese presto facendo nuovamente cadere i prezzi dei Gilt. Secondo Sandra Holdworth, responsabile dei tassi presso Aegon Asset Management, due interventi in un giorno sono straordinari, il che denota come il problema nel settore pensionistico sia molto più grave di quanto già si temesse.

 

Le opinioni di investitori e analisti

Rimangono molte domande tra investitori e analisti su cosa succederà nei prossimi giorni nei mercati obbligazionari, soprattutto una volta terminato il programma di acquisto da parte della BoE. Secondo Francis Diamond, strategist di JP Morgan, i rendimenti potrebbero continuare a salire, anche se in modo più ordinato visto che “il picco dell’incertezza fiscale è probabilmente passato dopo l’inversione a U del Governo sulle tasse“. L’esperto aggiunge anche che i gestori patrimoniali hanno ridotto e raccolto liquidità, di conseguenza “ci aspetteremmo che la domanda di Gilt si materializzi, ma questo potrebbe essere a diversi mesi di distanza.”

Poco ottimista è Des Lawrence, senior investment strategist di State Street Global Advisors, che ritiene che la capacità della Banca d’Inghilterra di stabilizzare i mercati da sola sia limitata. A suo giudizio, il Governo deve “spiegare agli investitori la credibilità dietro le proiezioni economiche, cosa che esula dal mandato della BoE”. Krishna Guha, Vicepresidente di Evercore ISI, ha affermato che la BoE probabilmente dovrà riprogrammare e riprofilare il programma di quantitative tightening che ha promesso di riprendere, togliendo il cerotto di emergenza del QE. Questo “apre le porte a un repricing delle attività del Regno Unito”, ha aggiunto.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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