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BoJ: una svolta improvvisa sui tassi sarebbe devastante per i bond, ecco perché

BoJ: un cambiamento di politica monetaria rischia di distruggere i mercati, ecco perché

La BoJ rischia di far scoppiare una bomba nel mercato obbligazionario globale. Con questa immagine alcune grandi banche d’affari mettono in luce i loro timori sulle possibili conseguenze di un rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale nipponica. La Bank of Japan si è mossa finora in controtendenza rispetto agli altri principali istituti centrali sul fronte della politica monetaria, i quali hanno provveduto ad aumentare il costo del denaro e a ridurre la circolazione di moneta liquidando le obbligazioni detenute in portafoglio. La BoJ ha invece proseguito nella sua politica monetaria accomodante mantenendo negativi i tassi d’interesse. La motivazione è sempre dovuto all’andamento dei prezzi al consumo ma con situazione che finora sono state diametralmente opposte. Infatti, mentre in quasi tutto il mondo il carovita sta crescendo a dismisura e rischia di fare grandi danni all’economia, in Giappone la preoccupazione è per la deflazione che da anni ne mina la crescita.

Come conseguenza gli investitori giapponesi hanno cercato finora investimenti redditizi in obbligazioni estere, soprattutto di Australia, Francia e Stati Uniti, secondo un rapporto di UBS. Tuttavia, la tendenza espansiva dell’istituto guidato da Haruhiko Kuroda è destinata all’epilogo, poiché l’eccessiva debolezza dello yen rischia di creare grossi squilibri nell’economia nipponica, specialmente sul fronte del commercio con l’estero. La BoJ dovrà quindi aumentare i tassi di riferimento e questo potrebbe avere degli effetti devastanti se la mossa sarà improvvisa ed estrema, per quanto ciò sia improbabile, sottolineano gli analisti della banca svizzera.

Nel caso ciò avvenisse, ci sarebbe un crollo delle azioni giapponesi almeno del 10% rispetto alle azioni statunitensi ed europee, rilevano gli esperti. E inoltre, una quantità di denaro importante tornerebbe in Giappone, visti i rendimenti più allettanti. Questo provocherebbe un sell-off obbligazionario in tutto il mondo, in particolare sui i Treasury USA, visto che gli investitori giapponesi rappresentano il più grande detentore straniero di debito americano.

 

BoJ: ecco quando cambierà la sua politica monetaria

Un’eventuale inversione nella politica monetaria della BoJ non è imminente secondo UBS. Tuttavia, ci potrebbe essere una mossa a sorpresa, come quella di “aumentare il limite superiore della presa sui rendimenti a 10 anni, il che aiuterebbe a spazzare via gli short speculativi sullo yen, riportando la valuta a 130 nei confronti del dollaro USA”. Non si tratta dello scenario base, ma significherebbe una pioggia di vendite sul reddito fisso USA, con un picco dei rendimenti.

JP Morgan prevede che un cambiamento potrebbe sopraggiungere prima di quanto si possa pensare. La ragione è determinata dal fatto che, a giudizio della banca d’affari americana, la BoJ affronta due problemi inconciliabili: uno è quello di mantenere la funzionalità del mercato obbligazionario del Sol Levante e di non far perdere troppo valore allo yen; un altro è quello di mantenere una politica accomodante, che quindi diverge da quella delle altre Banche centrali. Secondo Standard Chartered, infine, l’Autorità monetaria nipponica si muoverà in direzione opposta rispetto a quella attuale allorché si verifichi una combinazione tra l’inflazione e la pressione dei mercati finanziari. A quel punto la BoJ non sarà più in grado di tollerare la costante debolezza dello yen.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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