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Bond europei: torna l’interesse, ecco perché

Bond europei: torna l'interesse, ecco perché

I lunghi anni della politica dei tassi a zero ne avevano decretato la quasi totale estromissione dalle strategie di investimento. Adesso i bond europei sovrani sono tornati ad attirare l’interesse degli asset manager e degli investitori, pronti a sfruttarne la capacità di diversificazione dei rendimenti grazie alla loro ritrovata capacità di generare un reddito periodico. Secondo la ricerca elaborata da Cerulli Associates e pubblicata nell’European Monthly Product Trends di settembre, da inizio anno al mese di agosto i maggiori flussi netti di investimento in fondi su obbligazioni sovrane (sovereign bond fund) si sono registrati nell’Eurozona che, nel 2020, si trovava solo in quinta posizione.

Merito, in questo caso, dell’inflazione e del rialzo dei tassi di interesse da parte delle Banche centrali che hanno permesso alla quasi totalità delle obbligazioni sovrane europee di emergere dalla situazione di rendimento negativo. Basti pensare che, secondo le elaborazioni di Bloomberg, nella parte finale del 2020 quasi tre quarti del mercato europeo dei bond sovrani rendeva meno di niente, una quota oggi ridotta a poco più del 5%.

 

Bond europei ancora in sofferenza nel 2022 ma il vento è cambiato

Le quotazioni dei bond sovrani europei sono destinate a soffrire ancora, visto che il percorso di rialzo dei tassi di interesse da parte della Banche centrali è in pieno svolgimento. Tuttavia, gli asset manager iniziano a posizionarsi e a ragionare su quanto estesa sarà la manovra, in particolare quella della Banca centrale europea. Per Fabrizio Zumbo, direttore della ricerca di Cerulli Associates,

 

“le dinamiche attuali del mercato e la cultura di investimento europea, tradizionalmente conservativa, torneranno a favorire l’investimento nel debito sovrano nel lungo termine”.

 

È inoltre in atto un trasferimento di capitali dai titoli di Stato dei Paesi emergenti a quelli dei mercati sviluppati. Questi ultimi sono tornati a offrire rendimenti interessanti con un grado di rischio sensibilmente inferiore. Nonostante ciò il report di Cerulli Associates segnala, tra gli emergenti, il ruolo crescente della Cina il secondo mercato obbligazionario mondiale che sarà sempre più presente nei bond index globali.

 

Gli asset manager cercano di ampliare la gamma

Il rinnovato interesse del mercato per le obbligazioni sovrane europee potrebbe portare una accelerazione nella crescita composita annua, pari al 16,8% nei tre anni precedenti il 2021. Nel frattempo le fabbriche prodotto degli asset manager completano la loro gamma di offerta sui bond con nuove emissioni. Per Fabrizio Zumbo

 

“gli asset manager che proseguono nel mettere a punto la propria gamma di prodotti nonostante l’incertezza economica potrebbero trovare importanti opportunità nel reddito fisso”.

 

In particolare nell’ambito della sostenibilità, come hanno fatto Pictet che ha lanciato a inizio anno il Pictet-Global Climate Government Bond Fund, classificato articolo 9 secondo la direttiva europea SFDR, e BlueBay AM che ha aggiunto una strategia articolo 8 alla gamma di prodotti sui bond governativi. L’obiettivo è di attrarre l’interesse degli investitori in cerca di una protezione dall’elevata volatilità presente sui mercati.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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