MERCATI EUROPEI NEGATIVI, WALL STREET ASPETTA LA FED

L’EUROPA CHIUDE NEGATIVA, WALL STREET ASPETTA LA FED

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Mercati attendisti. Euro debole, Deutsche Bank chiude a -5,49%

Senza direzione fino al giro di boa, le borse europee virano definitivamente in territorio negativo con l’apertura debole dei mercati americani, sui timori delle mosse della Fed, il cui taglio dei tassi si fa sempre meno probabile anche se c’è chi prevede una riduzione del costo del denaro di 25 punti base invece dei 50 inizialmente previsti, prima che i dati sul lavoro Usa sorprendessero i mercati, e forse, anche la stessa Federal Reserve, già pressata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump che vorrebbe un dollaro debole per rilanciare l’economia americana.


Dollaro che invece si conferma forte nel cambio con l’Euro, 1,1210 alla chiusura delle borse del vecchio continente, complici i dati macro che indicano qualche segnale di ripresa nell’economia tedesca (produzione industriale +0,3% a maggio dopo il -2% di aprile) in un contesto in cui la fiducia resta comunque  ai minimi, vedi il Sentix dell’Eurozona a -5,8 punti, dato più basso dal 2014.

Il petrolio cerca di riportarsi a quota 58 dollari al barile. Seduta a doppia velocità per l’oro, che in mattinata supera nuovamente quota 1.400 dollari l’oncia per poi ritrattare posizionandosi appena sotto quella che di fatto ormai è la soglia fisiologica del metallo prezioso.

Tassi d’interesse del Bund tedesco ancora ai minimi storici mentre cresce ancora il differenziale del Btp: +1,8% a fronte del +1,59% raggiunto il 3 luglio scorso (e record negativo dal 2016).

Dax: 12.543 punti (-0,2%)
Limita le perdite Francoforte nel giorno in cui si riunisce l’Eurogruppo (sul tavolo anche i risultati del voto in Grecia, di nuovo in mano al centrodestra) e alla riapertura delle contrattazioni sui mercati per la prima volta dopo l’annuncio del taglio di 18mila posti di lavoro di Deutsche Bank che apre con un guadagno vicino al 4%, prima di crollare di oltre cinque punti percentuali. La produzione industriale tedesca su base mensile si attesta a +0,3%, leggermente al di sotto dello 0,4%  atteso su base mensile ma superiore al -2% di aprile mentre su base annuale il dato è -3,8% rispetto a maggio 2018. Infine, cresce il surplus della bilancia commerciale (esportazioni meno importazioni): in totale 18,7 miliardi, superiori al 16,8 miliardi previsti dagli analisti.

Ftse Mib 21.976 (-0,04%)
Chiusura piatta per Piazza Affari che gravita per tutta la durata della seduta attorno alla parità. A Palazzo Chigi il vertice di governo sull’autonomia, in presenza del presidente del consiglio Giuseppe Conte, potrebbe riaccendere le tensioni nella maggioranza, già divisa sul tema dei migranti. Il vicepremier Matteo Salvini ha dichiarato: “Non faccio promesse, ma lavoriamo per trovare un accordo”. Occhio alle conseguenze in particolare sullo spread nella giornata di domani (chiusura a 216 punti, in lieve rialzo).

Cac40 5.589 punti (-0,08%)
La Banca centrale francese rivede al ribasso di un decimale la crescita transalpina nel secondo trimestre: +0,2%, rispetto al +0,3% registrato nei primi tre mesi dell’anno. I 5.629 punti del 4 luglio è il record del 2019 e massimo da maggio 2018 ma ha anche generato un impulso ribassista che potrebbe dare qualche indicazione in più sull’andamento di Parigi nei prossimi giorni. Mercoledì cruciale l’andamento della produzione industriale e dell’inflazione.

Ibex 9.284 punti (-0,54%)
Peggior listino europeo della giornata seppur con perdite limitate, pari a mezzo punto percentuale, dopo tre sedute consecutive ai livelli massimi dal 3 maggio scorso.

VALUTE
Come detto, il Dollaro è forte dopo i dati sul lavoro che non giustificano un taglio dei tassi da parte della Fed. Mercoledì Jerome Powell interverrà davanti al Comitato dei servizi finanziari della Camera e giovedì davanti al Comitato bancario del Senato, e riferirà sulle prossime mosse della Federal Reserve. L’Euro, che perde terreno dopo la pubblicazione dell’indice Sentix sulla fiducia degli investitori dell’Eurozona, a sua volta scambia con la Sterlina ancora ai livelli massimi da gennaio mentre resta stabile il rapporto con il Franco Svizzero.

Euro / Dollaro 1,1210 (-0,14%) Euro / Sterlina 0,8965 (+0,1%) Euro / Franco Svizzero 1,1138 (+0,02%)

MATERIE PRIME
Le tensioni internazionali (l’Iran ha superato i livelli di arricchimenti stabiliti nel patto del 2015, in Turchia il leader Erdogan ha cacciato il presidente della Banca Centrale Turca, Lira ai minimi storici) contribuiscono a mantenere il prezzo del petrolio in area 57-58 dollari al barile, unito alla forza rinnovata del Dollaro e all’attendismo di Wall Street aspettando la Fed. A mercati europei chiusi il greggio viaggia a 57,77 $ (+0,02%).

Dopo esser sceso venerdì sotto i 1.385 dollari l’oncia, l’oro torna a oscillare in area 1.400 dollari l’oncia, mentre non riesce il rimbalzo al rame dopo 4 sedute in area minimi dal 18 giugno a questa parte: il metallo rosso resta ben al di sotto dei 2,7 dollari per libbra, perdendo lo 0,05% a mercati europei chiusi per un valore di 2,66 $.

TASSI D’INTERESSE
Bund
ancora in area minimi storici, a -0,38% mentre il rendimento dei Btp decennali italiani crescono per la terza seduta consecutiva e si attestano a +1,8%. In linea di massima non dovrebbero esserci sorprese fino a settembre, quando per il governo si tratterà di mettere nero su bianco la nuova manovra finanziaria, anche l’esecutivo in questo senso non vuole scossoni per l’estate ma occhio alle sorprese: il ministro Tria è tornato a parlare oggi di Iva e della Flat Tax (“Siamo al lavoro”) e il vertice di sulle autonomie si preannuncia teso dopo le ultime bordate del M5S a Salvini: “Si crede Maradona, ma è un Higuain fuoriforma”.

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