Borse oggi 16 gennaio
Borse europee in calo in avvio di seduta nonostante i future americani siano positivi con il settore dell’intelligenza artificiale che ha ritrovato slancio. Intanto Stati Uniti e Taiwan hanno raggiunto un accordo commerciale che, secondo il Dipartimento del Commercio americano, favorirà un “massiccio rientro in patria del settore dei semiconduttori”. L’intesa infatti riduce i dazi generali dal 20 al 15% e prevede importanti investimenti proprio nel tecnologico e sui semiconduttori. L’accordo però rischia di far risalire la tensione nei rapporti tra Usa e Cina.
In Asia è stata una sessione debole per il listino di Tokyo, per Shenzhen, Shanghai e Hong Kong che hanno ceduto quasi mezzo punto percentuale. In rialzo invece di quasi un punto percentuale la Borsa di Seul. Ancora in discesa invece lo Spread Btp-Bund che ha aperto a 60 punti base. Sul mercato valutario l’euro scambia a 1,16 dollari. In discesa le quotazioni del petrolio, con il Wti a 59,35 dollari al barile e il Brent a 63,86 dollari. Infine, sempre intorno ai prezzi record l’oro che si attesta a 4.602 dollari l’oncia.
Borse oggi 16 gennaio: i dati macro
Sono diversi i dati macro da analizzare. È già stato pubblicato il dato sull’inflazione a dicembre finale della Germania, salita dell’1,8% su base annua rispetto al +2,3% del mese precedente. I prezzi al consumo sono aumentati del 2,2% nel 2025 in media rispetto al 2024. Alle 10 sarà la volta dell’inflazione a dicembre finale dell’Italia e al pil annuale 2025 della Germania. Per poi passare ai dati macro Usa: alle 15:15 la produzione industriale e l’impiego della capacità produttiva a dicembre per chiudere alle 16 con l’indice sul mercato immobiliare Nahb di gennaio.
I titoli da osservare a Piazza Affari
A Piazza Affari sono diversi i titoli da tenere sott’occhio. Focus su Pirelli perché i due principali azionisti, Camfin e la cinese Sinochem, sarebbero pronti a far scadere il loro patto parasociale, mossa che innescherebbe un nuovo intervento del governo italiano. Partenza negativa per Mps (-2,15%). L’istituto senese ha comunicato di aver concluso il collocamento di un’emissione di un European Covered Bond (Premium) con scadenza 22 gennaio 2030, destinata a investitori istituzionali, per un ammontare pari a 750 milioni di euro. In discesa di oltre due punti percentuali anche Mediobanca.
Leggermente al rialzo invece Unicredit che ieri ha smentito le voci su un possibile interesse su Mps. Smentite peraltro arrivate anche da Delfin. La holding lussemburghese della famiglia Del Vecchio ha affermato di “non aver mai discusso alcuna ipotesi di dismissione della propria partecipazione finanziaria in Mps”.









