Borse oggi 21 gennaio
Avvio contrastato per le Borse europee, dopo i cali nella notte di Wall Street. A pesare ancora il braccio di ferro tra Stati Uniti ed Europa sulla Groenlandia, con la minaccia di nuovi dazi che genera incertezza. Peraltro oggi, a Davos, è atteso l’intervento dello stesso Trump che ieri ha dichiarato che “probabilmente riusciremo a trovare una soluzione con l’Europa” sul futuro della Groenlandia. Inoltre, secondo quanto riporta il Financial Times, l’annuncio previsto proprio a Davos di un piano da 800 miliardi di dollari per la ricostruzione dell’Ucraina è stato rinviato a causa dei disaccordi tra Stati Uniti e Europa sulla Groenlandia e sul Board of Peace proposto dagli Stati Uniti per Gaza.
Guardando all’Asia, oggi è stata una sessione contrastata. Prevale la cautela a Tokyo, con il Nikkei che perde poco meno di mezzo punto percentuale, risentendo anche della debolezza della posizione fiscale del Giappone. Sulla stessa linea anche la piazza di Shenzhen, che chiude la giornata sotto la parità. Sulla parità anche Hong Kong, in moderato rialzo invece Seul. Lo Spread Btp-Bund si consolida in area 60 punti base. Sul mercato valutario l’euro scambia a 1,17 dollari. In rialzo le quotazioni del petrolio, con il Wti a 59,85 dollari al barile e il Brent a 64,27 dollari. Continua a salire il prezzo dell’oro, che ha superato per la prima volta quota di 4.800 dollari l’oncia.
Borse oggi 21 gennaio: i dati macro
Il primo dato macro rilevante è già arrivato dal Regno Unito. In mattinata è stata pubblicata l’inflazione di dicembre, che ha mostrato un aumento leggermente superiore alle attese. Il Cpi annuo è salito al 3,4%, contro il 3,3% previsto e il 3,2% del mese precedente. È un segnale che la discesa dell’inflazione non è lineare e che le pressioni sui prezzi, soprattutto nei servizi, restano presenti. Questo dato ha raffreddato un po’ le aspettative di tagli dei tassi da parte della Bank of England nel breve periodo e ha contribuito a mantenere la sterlina relativamente sostenuta, mentre per le Borse europee ha pesato in termini di sentiment, perché rafforza l’idea che la fase di politiche monetarie più accomodanti sarà graduale.
Nel corso della giornata non sono previsti altri dati macro di primo livello in Europa, ma restano sotto osservazione le dichiarazioni di alcuni esponenti della Banca centrale europea. Anche se non si tratta di numeri veri e propri, il mercato ascolta con attenzione eventuali riferimenti a inflazione e crescita, perché possono influenzare le aspettative sui tassi nei prossimi mesi, soprattutto in una fase in cui l’economia dell’area euro resta fragile.
L’attenzione si sposterà poi nel pomeriggio sugli Stati Uniti, dove arriveranno alcuni indicatori di attività. In particolare sono attese le richieste settimanali di mutui, che danno un’idea dello stato di salute del mercato immobiliare americano, e i dati sulla spesa per costruzioni, utili per capire il ritmo degli investimenti nel settore edilizio. In serata sono previste anche le scorte settimanali di petrolio, un dato che può muovere il prezzo del greggio e, indirettamente, i titoli legati all’energia.
I titoli da osservare a Piazza Affari
A Piazza Affari sono diversi i titoli da tenere sott’occhio. Fra le raccomandazioni di Borsa, gli analisti di Goldman Sachs in un focus sugli assicurativi europei hanno alzato il target price su Generali da 34,40 a 36,30 euro, confermando il rating neutral. Berenberg ha alzato il prezzo obiettivo su Enel da 7,60 a 9,70 euro, confermando hold, Barclays quello su Prysmian da 102 a 112 euro, confermando il giudizio overweight, e Jefferies ha migliorato il target price su FinecoBank da 21,50 a 26 euro, confermando il buy. Intanto rimangono sotto osservazione Crédit Agricole che sta preparando la lista di minoranza per il nuovo cda di Banco Bpm, e Moncler dato il riassetto ai vertici dell’azienda, con l’arrivo da Bottega Veneta di Bartolomeo “Leo” Rongone come amministratore delegato del gruppo dal primo aprile 2026, mentre Remo Ruffini diverrà presidente esecutivo.









