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Borussia Dortmund, chi sono gli azionisti del club tedesco

I calciatori del Borussia Dortmund davanti alla curva

Nella Germania calcistica dove vige la regola del 50+1, ovvero nessuna azienda o persona fisica può detenere il 51% di un club di Bundesliga, il Borussia Dortmund non fa eccezione. Per arrivare a sfidare il Bayern Monaco e gli altri top team europei, i gialloneri hanno messo in piedi un invidiabile business model che combina uno scouting tra i migliori al mondo, la valorizzazione dei giovani talenti e un centro d’allenamento all’avanguardia. Ma chi sono i proprietari degli Schwarzgelben e quanto hanno investito per raggiungere un tale livello di crescita?

 

Di chi è la proprietà del Borussia Dortmund

Il gruppo che controlla il Borussia si chiama Borussia Dortmund GmbH & Co. KGaA. I sostenitori del BVB sono anche i soci di maggioranza del club: il free float della società è pari al 67,24%. Come accade in quasi tutte le realtà tedesche, i tifosi detengono la maggioranza delle quote, impedendo a soggetti esterni di acquisire una partecipazione di maggioranza. Gli altri azionisti del Borussia sono il manager Bernd Geske (8,24%), il main sponsor Evonik Industries AG (8,19%), il gruppo di servizi assicurativi e finanziari Signal Iduna (5,98%), la casa di abbigliamento e sponsor tecnico Puma (5,32%) e Ralph Dommermuth Beteiligungen GmbH (5,03%), la società del miliardario tedesco di United Internet.

Il Presidente del club è Reinhold Lunow, mentre nel ruolo di CEO c’è Hans-Joachim Watzke. “Aki” lavora per il Dortmund dal 2001 ed è amministratore delegato dal 2005, posizione che lascerà nel 2025 a scadenza di contratto. Gli altri due managing directors sono il CFO Thomas Treß e Carsten Cramer; il Presidente del Consiglio di sorveglianza è Christian Kullmann. Fanno parte del board Geske, Lunow, Ulrich Leitermann, Judith Dommermuth, Silke Seidel, Bodo Löttgen, Bernhard Pellens e Matthias Bäumer.

 

Il valore del BVB

Il valore d’impresa del Borussia è pari a 1,73 miliardi di euro: il tredicesimo posto in assoluto in Europa. È quanto emerge da The European Elite, il rapporto stilato da Football Benchmark nel 2023. In questa stagione il fatturato della società è di 425 milioni di euro, +5,4 milioni rispetto all’annata precedente. Il bilancio registra in particolare un aumento del 18% dei ricavi derivanti dall’area commerciale, raggiungendo i 217,2 milioni.

Tra le grandi d’Europa quotate in Borsa, il BVB è l’unico club a chiudere il 2022-2023 con il profitto più alto: 38,2 milioni di euro. Un risultato che supera di 6,7 milioni il risultato dell’anno passato. Ad incidere in misura maggiore sui numeri della società sono i diritti televisivi, il marketing e i ricavi pubblicitari, il merchandising, la ristorazione, il player trading e i proventi da botteghino. Ma soprattutto il club di Dortmund non ha debiti finanziari verso le banche.

 

La quotazione in Borsa

Il Borussia è il primo e unico club di calcio della Bundesliga ad essere quotato alla Borsa di Francoforte, il principale mercato finanziario tedesco e uno dei più importanti in Europa. La quotazione è avvenuta il 31 ottobre 2000 al prezzo di emissione di 11 euro. Nel corso dell’IPO, l’allora CEO Gerd Niebaum ha cercato di espandere le aree di business della società tra hotel, una compagnia di viaggi e una catena di centri di riabilitazione.

Naturalmente, come succede a tutti i club di calcio quotati, l’andamento altalenante del prezzo delle azioni risente delle performance sportive e delle operazioni di calciomercato. L’azionariato popolare, tuttavia, permette di raccogliere stabilmente capitali e di resistere alle forti oscillazioni causate dai risultati sportivi, imprevedibili nella maggior parte dei casi. Nel caso del Borussia, le sue azioni restano tra le più monitorate da parte di chi fa short selling.

 

Quanto ha investito nel calciomercato

In Europa il BVB è riconosciuto come un’autentica macchina da soldi: il club giallonero è abilissimo nello scovare calciatori giovani, farli crescere lanciandoli subito in campo e venderli al momento opportuno. I campioni costruiti dal Borussia sono tanti e altrettante le plusvalenze clamorose: Erling Haaland, venduto al Manchester City per 60 milioni di euro (la sua clausola rescissoria), non è nemmeno quella da record. Le perle sono Ousmane Dembélé (comprato per 35 milioni dal Rennes e venduto al Barcellona per 135) e Jude Bellingham, preso per 30 milioni dal Birmingham e ceduto per 103 al Real Madrid.

Negli anni non sono mancati gli acquisti record, sempre nell’ottica della prospettiva e della continuità: oltre ai 35 milioni per Dembélé, il BVB ha speso 31 milioni per Sébastien Haller dall’Ajax e 30,5 milioni per riprendere Mats Hummels dal Bayern, venduto ai rivali bavaresi per 35 milioni. Oggi, secondo i dati Transfermarkt, il valore della rosa del Borussia si aggira sui 490 milioni di euro e il giocatore più prezioso è il trequartista Julian Brandt con un valore di 40 milioni. Ma il fiore all’occhiello della società è lo stadio, il Signal Iduna Park: un gioiello da 81.365 posti, costato complessivamente 200 milioni di euro e con la media di affluenza più alta di tutta Europa, dove ogni domenica si scatena il tifo del “muro giallo”.

 

I risultati sportivi degli ultimi vent’anni

Dopo i trionfi in Oberliga dal 1955 al 1957, il terzo titolo del 1963, il periodo d’oro dal 1994 al 1996 culminato con la conquista della Champions League e della Coppa Intercontinentale nel 1997 e la vittoria della sesta Meisterschale nel 2001, il Borussia Dortmund vive numerose difficoltà all’inizio del nuovo millennio. La svolta arriva con l’affermazione di Watzke e l’ingaggio di Jürgen Klopp, l’allenatore che riporta il titolo al Westfalenstadion per due stagioni consecutive, la 2010-2011 e la 2011-2012.

Dal 2010 il BVB vince tre volte la Coppa di Germania e tre volte la Supercoppa nazionale, senza riuscire a trovare il nono titolo di campione che manca in bacheca dal 2012. La squadra, tuttavia, si afferma in Europa e arriva in finale di Champions due volte: nel 2013, perdendo 2-1 contro i rivali del Bayern, e nel 2024 contro il Real Madrid. Dal 2020, con una pausa di una stagione, la panchina è affidata a Edin Terzić, un coach che ha fatto di tutto (dal collaboratore tecnico al talent scout nelle giovanili) nel club per cui tifa da sempre e che nella stagione 2023-2024 lo conduce in semifinale di Champions.

Ma è l’annata 2022-2023 quella che sarà ricordata per tanto tempo dai tifosi: i gialloneri perdono clamorosamente lo scudetto all’ultima partita di campionato, pareggiando in casa contro il Mainz già salvo e regalando il titolo al Bayern Monaco, che vince contro il Colonia all’89’ e raggiunge il Borussia a pari punti aggiudicandosi la Salatschüssel grazie a una migliore differenza reti. Un suicidio sportivo che fa perdere il 29% al titolo del BVB in Borsa, ma non l’entusiasmo a una delle migliori tifoserie e a una delle società più organizzate del calcio europeo.

AUTORE

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Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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