BTP Italia 2032: rendimento reale all’1,85% e simulazione guadagni su 10.000 euro

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L’ultima emissione del BTP Italia 2032, chiusa il 30 maggio 2025, si è conclusa con una raccolta complessiva di 8,79 miliardi di euro, suddivisi tra clientela retail (6,53 miliardi) e investitori istituzionali (2,26 miliardi). Il titolo, indicizzato all’inflazione italiana, ha suscitato grande interesse tra i risparmiatori grazie a una cedola reale annua dell’1,85% e a un premio fedeltà dell’1% per chi lo acquista all’emissione e lo mantiene fino alla scadenza del 4 giugno 2032.

Ma quanto rende realmente questo titolo se si decide di tenerlo in portafoglio fino a scadenza? E come si confronta rispetto ad altre soluzioni sul mercato?

In questo articolo:

 

  1. Rendimento netto del BTP Italia 2032: simulazione su 10.000 euro
  2. Perché scegliere il BTP Italia rispetto ai Btpei o ai BTP nominali
  3. Come funziona il meccanismo delle cedole indicizzate

 

 

Rendimento netto del BTP Italia 2032: simulazione su 10.000 euro

Chi ha investito 10.000 euro nell’ultima emissione del BTP Italia 2032 potrà aspettarsi un guadagno netto stimato di circa 1.320 euro al termine dei 7 anni. La simulazione si basa su un tasso reale annuo del 1,85%, un Inflazione media annua stimata al 2%, una tassazione agevolata al 12,5% e un Premio fedeltà dell’1% a scadenza.

Il rendimento medio annuo netto (ROI) è pari all’1,89%, un risultato interessante per uno strumento privo di rischio di cambio e garantito dallo Stato.

Va considerato che questo è un calcolo prudenziale, che non include l’imposta di bollo, eventuali commissioni bancarie o variazioni di mercato in caso di disinvestimento anticipato. Per ottenere questo rendimento, è essenziale mantenere il titolo fino al 2032.

 

 

Perché scegliere il BTP Italia rispetto ai Btpei o ai BTP nominali

Rispetto ad altri strumenti obbligazionari di pari durata, il BTP Italia 2032 mostra una maggiore attrattività. Il confronto con il BTP nominale 0,95% 2032 rivela un vantaggio in termini di rendimento, soprattutto alla luce di un’inflazione implicita (breakeven) più bassa rispetto alle aspettative reali.

Anche rispetto ai Btpei, ovvero i titoli indicizzati all’inflazione europea, il BTP Italia risulta più conveniente. Secondo l’ufficio studi di Intesa Sanpaolo, l’inflazione implicita dei BTP Italia in emissione è pari all’1,22%, mentre quella dei Btpei corrispondenti è superiore di circa 60 punti base. Questo rende i BTP Italia più efficaci nel proteggere il potere d’acquisto in contesti inflattivi moderati, e più stabili nei momenti di volatilità.

Ed inoltre vi sono dei vantaggi aggiuntivi come:

 

  • Tassazione agevolata al 12,5%
  • Esenzione da imposta di successione
  • Esclusione dal calcolo ISEE fino a 50.000 euro

 

Come funziona il meccanismo delle cedole indicizzate

Il BTP Italia 2032 paga cedole semestrali, ma a differenza dei BTP nominali, non sono calcolate su un tasso fisso: sono indicizzate all’inflazione, sulla base dell’indice FOI senza tabacchi. In pratica, ogni sei mesi il capitale su cui viene applicato l’1,85% reale viene rivalutato in base all’inflazione del semestre precedente.

Ecco cosa significa:

  • Se l’inflazione è positiva, la cedola aumenta proporzionalmente.
  • Se l’inflazione è nulla, si percepisce solo la cedola minima garantita.
  • In caso di inflazione negativa, il capitale non si riduce e si continua a ricevere il tasso minimo reale.

 

Immagine di Achiropita Cicala

Achiropita Cicala

Giornalista e Seo Copywriter dal 2021. Laureata in Economia Applicata, ha consolidato le conoscenze in materia presso vari studi commerciali, per poi dedicarsi al giornalismo web. Ha lavorato in diverse testate editoriali online (Blastingnews.com, Trend-online.com, Money.it, Ftaonline.com, etc.), occupandosi della redazione di articoli e notizie a carattere economico (finanza personale, mercati, risparmio, pensioni, fisco e tasse, lavoro, previdenza sociale, diritto).

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