Il dollaro americano rimane sotto pressione mentre la fiducia degli investitori nell’economia statunitense subisce un nuovo colpo a causa dei piani del presidente Donald Trump di modificare drasticamente la Federal Reserve, mettendone in discussione l’indipendenza. Il cambio EUR/USD è arrivato fino a sfiorare quota 1,16 nelle passate settimane.
Il consigliere economico della Casa Bianca, Kevin Hassett, ha dichiarato due settimane fa che il presidente Usa e il suo team hanno valutato la possibilità di licenziare il presidente della Fed, Jerome Powell. Già in precedenza Trump, frustrato dal fatto che la Banca centrale non avesse ancora abbassato i tassi d’interesse, aveva affermato che la rimozione di Powell sarebbe potuta arrivare “presto”, esortando la Fed ad adottare politiche monetarie espansive.
Questa affermazione, poi successivamente ritrattata, unita ai dazi e all’intensificarsi della guerra commerciale con la Cina, ha scosso i mercati globali e offuscato le prospettive per la più grande economia del mondo, indebolendo la valuta Usa che rischia di perdere lo status di bene rifugio, obbligando gli investitori a spostare i capitali fuori dagli asset americani.
Come conseguenza il dollaro è sceso ai minimi da un decennio contro il franco svizzero a 0,8038, l’euro ha lambito quota 1,16 dollari, il livello più alto dal novembre 2021. Inoltre, il biglietto verde ha toccato il minimo da sette mesi a 139,876 yen, la sterlina è salita a 1,3424 dollari, il livello più alto dal 1° ottobre, mentre il dollaro australiano ha raggiunto il massimo da quattro mesi a 0,6440 dollari e il dollaro neozelandese ha riconquistato il livello di 0,6030 dollari per la prima volta dopo oltre cinque mesi.
“Powell non risponde direttamente a Trump, quindi non può licenziarlo. Può essere rimosso dall’incarico solo in seguito a complicate procedure legali”, ha dichiarato Vishnu Varathan, responsabile della ricerca macroeconomica per l’Asia di Mizuho. “A mio avviso, non è nemmeno necessario licenziare immediatamente Powell. Basta creare la percezione che si possa cambiare radicalmente il concetto di una Fed indipendente. È davvero un’occasione d’oro per chiunque scommetta contro il dollaro”, ha aggiunto Varathan.
Cambio EUR/USD, quotazioni sui massimi a livello 1,1574
Quotato sul mercato Forex, il cambio EUR/USD sembra essere impostato al ribasso nel breve termine, nonostante la performance positiva registrata nella seduta di venerdì. Dopo un’apertura in linea con la chiusura precedente, infatti, le quotazioni hanno intrapreso fin da subito un andamento fortemente rialzista che le ha portate a realizzare un massimo sul livello 1,1382.
In seguito al minimo relativo battuto lo scorso 2 febbraio sul livello 1,0188, il cambio EUR/USD ha modificato radicalmente la propria rotta con un perdurante movimento rialzista, accentuato anche da periodiche accelerazioni che l’hanno vistosamente allontanato da una ben delineata trendline ascendente, fino ad arrestare la corsa in prossimità della resistenza presente a quota 1,1574 (21 aprile).
Da quel momento i corsi stanno effettuando un leggero storno che però, probabilmente, potrebbe continuare ancora per diverse giornate, almeno fino a raggiungere il supporto intermedio posto sul livello 1,1152, dove transita anche l’importante indicatore Supertrend. Solo a quel punto si potrà entrare nuovamente a mercato in un’ottica di rimbalzo di medio periodo, diventando il cross una buona occasione di acquisto a prezzi più convenienti visto l’inevitabile futuro deprezzamento del dollaro in virtù della guerra commerciale in corso e solo momentaneamente sospesa.
Dal punto di vista operativo, pertanto, l’ingresso in posizioni long è consigliabile al superamento del livello 1,1382 con target nell’intorno di 1,1574, mentre le posizioni ribassiste potranno essere aperte solo alla violazione di quota 1,1273 con obiettivo molto vicino al livello 1,1157. L’impostazione algoritmica, comunque, vede i prezzi stazionare ancora al di sopra sia dell’indicatore Parabolic Sar che della media mobile a 25, diventati rialzisti a inizio aprile. Anche l’indicatore Macd ha appena incrociato il proprio Signal. Inoltre, è da segnalare come l’oscillatore RSI sia posizionato nell’area di “neutralità” vicino al livello 58.

L’andamento di breve termine del cambio EUR/USD









