La classifica dei Paesi con le maggiori riserve auree

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Il finimondo scatenato sui mercati dall’introduzione dei dazi da parte del presidente statunitense Donald Trump ha riportato in voga la diversificazione del portafoglio verso asset considerati sicuri. Sempre più investitori stanno comprando beni rifugio, su tutti l’oro. Dopo aver messo a segno record notevoli, il metallo giallo si piega alle vendite dei mercati e diverse Banche centrali aumentano le loro riserve, su tutte la Banca  del popolo cinese e la Banca di Russia. Ma quali sono i Paesi con le maggiori riserve auree al mondo?

Gli Stati Uniti dominano la classifica con 8.133,46 tonnellate custodite in particolare a Fort Knox, ma da quando il G7 ha congelato le riserve russe, i Brics hanno più che raddoppiato i loro acquisti d’oro. La Russia è arrivata a 2.335,85 tonnellate nel quarto trimestre del 2024, prima che le sanzioni occidentali interrompessero la sua capacità di produrre e commerciare in oro. La Cina non è da meno: il Dragone al momento è il maggior produttore mondiale, ha accumulato lingotti per 2.279,56 tonnellate e a marzo 2025 ha aggiunto ulteriore metallo giallo alle sue riserve per il quinto mese consecutivo.

 

Quali sono le nazioni con le maggiori riserve auree

A livello mondiale, subito dopo gli Stati Uniti, sono due nazioni europee a posizionarsi al secondo e al terzo posto della classifica: la Germania e l’Italia. In base ai numeri elaborati da Trading Economics, la Germania conta 3.351,53 tonnellate, pari a circa 300 miliardi di euro. La riserva tedesca è distribuita tra la Deutsche Bundesbank a Francoforte, la Bank of England a Londra e la Federal Reserve a New York. Tuttavia il ritorno di Trump alla Casa Bianca, i dazi e il timore che l’economia globale possa scivolare in una tremenda recessione stanno convincendo alcuni componenti della Cdu (il partito cristiano-democratico di orientamento conservatore che dovrebbe guidare il prossimo governo) a riportare a casa le 1.200 tonnellate (per un valore di 113 miliardi) depositate negli Stati Uniti dai tempi della Guerra fredda.

L’Italia arriva a quota 2.451,84 tonnellate: il massimo storico raggiunto alla fine degli anni Novanta e da allora rimasto invariato. Su queste 2.451,84 tonnellate, 1.100 sono custodite nei caveau della Banca d’Italia nella sua sede centrale a Roma; la parte restante è distribuita presso le Banche centrali di Stati Uniti (1.061,5 tonnellate), Svizzera (149,3) e Regno Unito (141,2). Bankitalia spiega sul suo sito ufficiale che questa scelta “deriva, oltre che da ragioni storiche, legate ai luoghi in cui l’oro fu acquistato, anche da una strategia di diversificazione finalizzata alla minimizzazione dei rischi e dei costi”. In totale, l’oro in Italia rappresenta il 10% del Pil nazionale e vale circa 230 miliardi di euro.

 

Nazioni con maggiori riserve auree: la classifica

La Francia ha 2.437 tonnellate d’oro e si colloca al quarto posto al mondo in termini di riserve. Anche se di poco, la quota di Parigi è aumentata nel quarto trimestre del 2024 rispetto alle 2436,94 tonnellate registrate nel terzo trimestre. La Top 5 mondiale è chiusa dalla Russia con 2.335,85 tonnellate: Mosca ha quintuplicato il volume delle sue riserve dal 2007 al 2020. Le 2.335,85 tonnellate possedute oggi rappresentano il massimo storico rispetto al record minimo di appena 290 tonnellate fatto registrare nel 1991, anno della fine dell’Unione Sovietica. Ecco la classifica completa dei 10 Paesi con maggiori riserve auree al mondo:

 

  1. Stati Uniti: 8.133,46 tonnellate;
  2. Germania: 3.351,53 tonnellate;
  3. Italia: 2.451,84 tonnellate;
  4. Francia: 2.437,00 tonnellate;
  5. Russia: 2.335,85 tonnellate;
  6. Cina: 2.279,56 tonnellate;
  7. Svizzera: 1.039,94 tonnellate;
  8. India: 876,18 tonnellate;
  9. Giappone: 845,97 tonnellate;
  10. Paesi Bassi: 612,45 tonnellate.

 

Complessivamente, se ai quattro Stati membri dell’Unione europea presenti in questa graduatoria (Germania, Italia, Francia e Paesi Bassi) si aggiungono le 448,23 tonnellate d’oro della Polonia, si raggiunge il totale di 9.301,05 tonnellate: una quantità superiore a quella degli Stati Uniti. Fuori dalla Top 10, oltre alla Polonia, si piazzano Taiwan (423,94 tonnellate, +1,25 tonnellate rispetto al terzo trimestre del 2024), Portogallo (382,66 tonnellate), Uzbekistan (382,57 tonnellate, +8,71), Arabia Saudita (323,07 tonnellate), Regno Unito (310,29 tonnellate), Libano (286,83 tonnellate), Kazakistan (284,05 tonnellate, –11,89), Spagna (281,58 tonnellate), Austria (279,99 tonnellate) e Thailandia (234,52 tonnellate).

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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