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Dollaro USA: come le sanzioni potrebbero allontanare i Paesi dal biglietto verde

Dollaro USA: come le sanzioni potrebbero allontanare i Paesi dal biglietto verde

Le sanzioni imposte alla Russia dagli Stati Uniti potrebbero danneggiare il dollaro USA, allontanando molti Paesi dalla moneta statunitense. A sostenerlo è Gal Luft, co-direttore dell’Institute for the Analysis of Global, think tank con sede a Washington, nonché consulente senior del Consiglio per la sicurezza energetica degli Stati Uniti. A suo avviso, le Banche centrali a un certo punto potrebbero decidere di detenere maggiormente riserve estere che non siano il dollaro USA, effettuando una diversificazione del proprio portafoglio.

Luft entra a gamba tesa quando afferma che gli Stati Uniti abbiano adottato passi inaccettabili e inauditi congelando le riserve della Banca di Russia e disconnettendo le banche russe da SWIFT. L’esperto sottolinea come almeno 1 Paese su 10 al mondo sia sottoposto a qualche forma di sanzione da parte degli Stati Uniti, che sarebbero felici nell’applicazione di misure punitive dal punto di vista economico.

Questo però produrrebbe un effetto cumulativo e al riguardo le Banche centrali dei vari Paesi potrebbero quindi ricorrere a contromisure di tipo cautelativo, con i Governi che tendono a volersi allontanare dal biglietto verde. Inoltre Luft rimarca il fatto che lo scenario che si è configurato sia insostenibile, perché da una parte gli USA stanno sanzionando in maniera sparsa, ma dall’altro lato vogliono che quei Paesi sottoposti a restrizioni acquistino i titoli di Stato finanziandone il debito.

 

Dollaro USA: il legame con il petrolio

Sul fronte energetico il dollaro USA potrebbe vivere una situazione non proprio piacevole in futuro. L’Arabia Saudita ad esempio sta trattando con la Cina per accettare yuan al posto di dollari per il greggio venduto e questo potrebbe essere un precedente pericoloso per il biglietto verde se la trattativa andrà in porto.

Secondo Luft ci potrebbe essere un nuovo ordine mondiale con un riallineamento nei sistemi energetici, finanziari e geopolitici, dopo lo scoppio della guerra Russia-Ucraina. Del resto, il quadro generale non lascia ben sperare, perché negli ultimi 2 anni il petrolio ha vissuto un doppio smacco: quello generato dallo shock pandemico che nella primavera del 2020 ha sospinto i prezzi dei futures in territorio negativo e quello che si presenta adesso dopo l’invasione di Putin ai danni dell’Ucraina.

Fenomeni questi che si andranno a ripercuotere sulle scelte a livello governativo e che influenzeranno i rapporti di forza, anche dal punto di vista valutario. Luft conclude dicendo che la transizione non è mai felice, ma è l’unico modo per favorire il passaggio da un ordine mondiale all’altro.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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