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Dollaro USA: prove di forza, ma nel lungo periodo tutto cambia

Dollaro USA: prove di forza, ma nel lungo periodo tutto cambia

Il dollaro USA ha recuperato tutte le perdite di quest’anno sulle principali valute e ora il Dollar Index è in rialzo dell’1,5% a 104,91. Il biglietto verde ha vissuto un’autentica parabola negli ultimi due anni, mostrando una straordinaria forza per gran parte del 2022 allorché la Federal Reserve ha iniziato la campagna di aumento dei tassi d’interesse, per eclissarsi quando il mercato ha percepito una svolta accomodante nella politica monetaria.

Il ritorno agli acquisti di dollari da parte degli investitori è dettato da varie ragioni, tra cui spiccano il nervosismo sulla debolezza economica della Cina e le aspettative che la Fed manterrà i tassi di interesse alti più a lungo di quanto si atteso. Nel primo caso, la moneta americana incontra la necessità del mercato di rivolgersi a un bene rifugio di fronte alle incertezze economiche; nel secondo caso, il dollaro trae vantaggio da rendimenti più alti rispetto alle altre valute.

 

Dollaro USA: le previsioni degli analisti nei prossimi mesi

La forte performance del dollaro USA ha sgretolato alcune certezze degli analisti che non si aspettavano un riscatto così immediato dopo un periodo all’insegna delle vendite. Da un sondaggio condotto da Reuters tra l’1 e il 6 settembre, è emerso che l’81% dei 53 analisti interpellati prevede nei prossimi mesi un biglietto verde ancora in grande spolvero. “Riteniamo che la forza del dollaro sia ancora in corso e si manterrà nei prossimi tre mesi” ha dichiarato Jane Foley, responsabile della strategia FX di Rabobank.

Il discorso cambia nel medio-lungo termine, quando la Fed comincerà ad abbassare il costo del denaro e la divisa statunitense perderà parte del suo vantaggio relativo in termini di rendimenti. “Nei prossimi sei-nove mesi ci aspettiamo che la Fed inizi a tagliare i tassi ed è a quel punto che pensiamo che il dollaro si indebolirà di nuovo” ha detto Lee Hardman, analista valutario senior di MUFG.

Il sondaggio mette in luce anche come andranno le principali valute rispetto al dollaro USA. Nei prossimi tre mesi, l’EUR/USD dovrebbe attestarsi intorno a 1,09, in rialzo di 1,7 punti percentuali rispetto alle quotazioni attuali e sostanzialmente allo stesso livello rispetto al sondaggio di agosto. Allargando l’orizzonte temporale a 6 e 12 mesi, il Fiber dovrebbe guadagnare rispettivamente il 2,7% a 1,10 dollari e il 4,6% a 1,12 dollari.

Per quanto riguarda lo yen giapponese, in calo dell’11% da inizio anno nei confronti del biglietto verde, è prevista una risalita fino a rientrare di tutte le perdite dell’anno, con l’USD/JPY a 132 nei prossimi 12 mesi. La sterlina invece aumenterà, secondo il sondaggio, di un altro 3% a 1,29 per dollaro tra 12 mesi, dopo aver incamerato un rialzo del 3,5% quest’anno.

Gli analisti danno poche speranze alle valute emergenti. Il peso argentino, che ha perso metà del suo valore quest’anno, potrebbe affondare di un altro 17% entro fine novembre mentre il real brasiliano e il peso messicano, in rialzo nel 2023 rispettivamente del 6% e 12% rispetto al dollaro, sarebbero destinati ad arretrare leggermente.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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