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Economia globale: i 3 giochi di potere che la ridefiniranno

Una lente di ingrandimento inquadra una sezione di un mappamondo

Ci sono tre grandi scontri in atto nell’economia globale. Coinvolgono tutti, dalle industrie, alle istituzioni, ai singoli individui. Dal loro esito dipenderà il panorama economico nei prossimi anni, quando la fase di cambiamento in corso sarà terminata. Robeco, asset manager olandese con un patrimonio in gestione di 179 miliardi di euro al 31 marzo 2023 (176 in attività ESG), ha analizzato questi 3 giochi di potere nel suo tredicesimo rapporto Expected Returns 2024-2028:

 

  • Capitale vs manodopera;
  • Autorità fiscali vs banche centrali;
  • Stati Uniti vs Cina.

 

La contrapposizione tra capitale e manodopera non è una novità. Tuttavia, mentre negli ultimi decenni sono state le imprese ad avere il coltello dalla parte del manico, realizzando profitti record grazie all’ampia disponibilità di manodopera a livello globale, ora si assiste a uno spostamento del pendolo della storia a favore dei lavoratori.

Il processo che ha innescato questo cambiamento è la fine della globalizzazione, con la revisione delle catene di fornitura globali. “Il trasferimento delle attività o il ritorno della produzione nei paesi d’origine potrebbe dare alla manodopera maggiore potere contrattuale” spiegano gli analisti di Robeco”. In uno scenario inflattivo la pressione sui salari potrebbe essere ancora maggiore.

La seconda grande contrapposizione è quella tra le autorità fiscali e quelle monetarie, intendendosi con le prime i governi e con le seconde le Banche centrali. I due soggetti si muovono in direzioni opposte da qualche tempo. Mentre i governi sono impegnati a fornire stimoli fiscali all’economia, rafforzando in tal maniera le spinte inflattive, gli istituti monetari sono impegnati in una lotta senza quartiere contro la salita dei prezzi al consumo. Il braccio di ferro è destinato a proseguire nei prossimi anni viste le necessità di finanziamento richieste dalla transizione energetica e l’obiettivo di contenimento dell’inflazione delle banche centrali.

La terza contrapposizione è quella tra superpotenze. Il confronto tra Stati Uniti e Cina è sempre più marcato. Secondo gli esperti di Robeco “il dividendo della pace sembra ormai scomparso e le tensioni commerciali rischiano di ridurre la crescita del PIL globale”. Allo stesso tempo la difesa della propria area di interesse porta a un aumento della regolamentazione sulle esportazioni, all’aumento delle spese militari e alla riduzione del liberalismo economico, fattori ancora una volta di rafforzamento dell’inflazione.

 

Gli effetti sull’economia globale

I tre grandi sconti in atto nell’economia globale determinano un cambiamento di scenario rispetto agli anni passati. Secondo gli analisti di Robeco l’inflazione si stabilizzerà ma non sul livello desiderato dalle Banche centrali, bensì più in alto, intorno al 2,5%. La crescita economica dovrebbe invece fermarsi nel 2024 e non viene escluso il rischio di una tenue recessione.

La tabella mostra i ritorni attesi nelle diverse asset class per il periodo 2024-2028.
I ritorni a 5 anni per le principali asset class – Fonte: Robeco

Sui mercati finanziari questo scenario si tradurrà in un aumento dei rendimenti attesi sulle obbligazioni societarie a fronte di una riduzione dei rendimenti attesi dalle azioni. “Con l’azionario USA ancora costoso – spiega Laurens Swinkels, responsabile Quant Strategy, Sustainable multi-asset solutions di Robeco – stiamo lentamente passando da un periodo di tassi d’interesse bassi e premi per il rischio azionario elevati a un periodo di tassi d’interesse più alti e premi per il rischio azionario più bassi. Le obbligazioni societarie, d’altro canto, sono discretamente valutate e le perdite da insolvenza nel nostro scenario di base sono moderate, il che implica rendimenti corretti per il rischio vicini alla media storica”.

AUTORE

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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