Eni e ItQuanta portano il quantum computing in Italia con Eniquantic

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Frutto della collaborazione tra Eni e ItQuanta, la joint venture Eniquantic è la prima azienda italiana di quantum computing. Oggi ancora in una fase iniziale, il calcolo quantistico sta facendo passi da gigante nel settore industriale e il colosso energetico italiano non vuole farsi trovare impreparato, in particolare nella ricerca di soluzioni tecnologiche all’avanguardia per raggiungere l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2050.

La nuova società si presenta come un laboratorio di innovazione che “unisce l’eccellenza operativa di Eni con l’avanguardia scientifica e tecnologica di ItQuanta”, startup toscana specializzata in soluzioni hardware e software di quantum simulation e quantum computing. L’ambizione comune è quella di sviluppare un computer quantistico basato su atomi neutri in grado di risolvere problemi complessi e supportare la transizione energetica.

 

In questo articolo:

 

  • Eniquantic, Eni e ItQuanta al lavoro sul quantum computing
  • La sfida quantistica: dal supercalcolo alla macchina integrata
  • Chi c’è alla guida del laboratorio per il calcolo quantistico

 

Eniquantic, Eni e ItQuanta al lavoro sul quantum computing

Considerato una delle principali rivoluzioni tecnologiche della nostra epoca, il calcolo quantistico si basa sulle leggi della meccanica quantistica ed è destinato ad avere un impatto economico massiccio: attualmente il settore ha un valore che supera il miliardo di dollari, ma nell’immediato futuro sfonderà il tetto del trilione. Lanciato nel 2024, Eniquantic è un progetto che punta a sviluppare modelli e applicazioni a supporto della transizione energetica e dell’innovazione industriale attraverso il calcolo ad alte prestazioni.

Grazie alla capacità computazionale dei supercalcolatori di Eni come l’Hpc5 e l’Hpc6, la tech company produrrà soluzioni di calcolo quantistico full-stack, sia hardware che software, basate su atomi di itterbio intrappolati otticamente. In questo modo, il computer quantistico integrato della società trasformerà la ricerca scientifica in usi industriali concreti per il settore energetico in ambiti decisivi come l’intelligenza artificiale, l’ottimizzazione, la modellazione e la simulazione.

Sul piano pratico, la piattaforma si occuperà di progettare e costruire macchine quantistiche, algoritmi e software avanzati per applicazioni critiche nella catena del valore dell’energia: l’approvvigionamento, la generazione e lo stoccaggio di energia, la gestione delle reti, la simulazione di sistemi fisici complessi, il trading, la scoperta di materiali di nuova generazione. Una ricerca considerata fondamentale per affrontare la sfida della transizione verso un futuro a zero emissioni di carbonio.

 

La sfida quantistica: dal supercalcolo alla macchina integrata

La roadmap di Eniquantic è elaborata su uno schema a tre livelli. Il primo è lo sviluppo di un hardware quantistico basato su atomi neutri, capaci di offrire una piattaforma di qubit perfettamente identici per natura. Gli atomi di itterbio, raffreddati a temperature prossime allo zero assoluto e catturati in un reticolo di luce generato da raggi laser focalizzati, garantiscono prestazioni costanti, ripetibilità e scalabilità per un’architettura quantistica robusta e fault tolerant, in grado di correggere i propri errori.

Il secondo step è il lavoro su algoritmi e applicazioni per risolvere problemi complessi di ottimizzazione, simulazione molecolare e previsione. Il terzo livello è l’integrazione con il supercalcolo dell’Hpc6 (il secondo supercomputer più performante in Europa e il sesto più veloce del mondo: un sistema di 3.472 nodi di calcolo, che incorporano un totale di 13.888 Gpu) e la fusione a confinamento magnetico con la ricerca. La tecnologia quantica sarà capace di replicare il processo fisico che alimenta le stelle per simulare la resistenza dei materiali e il comportamento dei campi magnetici e generare energia pulita e illimitata.

 

Chi c’è alla guida del laboratorio per il calcolo quantistico

Eniquantic è presieduta dal fisico Massimo Inguscio (attivo da anni nel campo delle scienze e tecnologie quantistiche, ex direttore del Lens ed ex presidente dell’Inrim e del Cnr) e guidata dall’amministratore delegato Dario Pagani, dal 2020 a capo del digitale e dei sistemi informatici di Eni. La fase operativa è affidata alla responsabile delle operazioni Laura D’Angelo e al direttore tecnologico Giacomo Cappellini, il co-fondatore di ItQuanta.

La joint venture ha la sede legale a Roma e quella operativa a San Donato Milanese, nello storico centro ricerche Eni inaugurato nel 1985. L’azienda conta su un team di dipendenti ancora ridotto, composto soprattutto da fisici, ingegneri elettronici e informatici. “Insieme abbiamo gettato le basi per un percorso scientifico e tecnologico in grado di stimolare i talenti, collegare la ricerca con l’industria e contribuire a plasmare il futuro quantistico dell’Italia: sono orgoglioso di ciò che abbiamo realizzato finora e ancora più entusiasta di ciò che ci aspetta”, ha sottolineato Cappellini in un post su LinkedIn.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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