Etica SGR compie 25 anni: cosa significa davvero oggi “finanza responsabile”

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Venticinque anni fa parlare di etica nella finanza sembrava un gesto controcorrente, quasi idealista. Oggi, in un mondo attraversato da crisi climatiche, tensioni geopolitiche e tecnologie che avanzano più velocemente delle regole, investire responsabilmente non è più una scelta marginale: è un modo di prendere posizione. Etica SGR, che in questo quarto di secolo ha costruito un’alternativa concreta e coerente, continua a ricordare che ogni investimento è un atto che lascia un segno. E che orientare il risparmio verso diritti, ambiente e trasparenza significa contribuire — davvero — al futuro che vogliamo. Borsa&Finanza ne ha parlato con Roberto Grossi, direttore generale di Etica SGR.

 

Etica SGR compie 25 anni, nasce nel nuovo millennio. Come è stato finora questo quarto di secolo per quanto riguarda i temi della sostenibilità, declinati in tutti i loro aspetti?

“Questi venticinque anni hanno rappresentato un periodo di profonda trasformazione per la finanza etica. Quando Etica SGR è nata, il tema era confinato a una nicchia di settore, ma esprimeva già l’esigenza di molti risparmiatori di investire in modo responsabile, trasparente e rispettoso dei diritti umani, dell’ambiente e di una buona governance. Nel corso del tempo, la finanza sostenibile è diventata progressivamente mainstream, anche grazie all’impulso delle nuove generazioni, più sensibili alle tematiche ambientali, al cambiamento climatico e all’impatto sociale delle proprie scelte di consumo e di investimento. Parallelamente, ciò che inizialmente veniva percepito come un limite, ossia l’adozione di criteri Esg (ambientali, sociali e di governance), potenzialmente restrittivi per l’universo investibile, si è rivelato nel tempo un punto di forza. L’esperienza ha dimostrato che integrare analisi ambientali, sociali e di governance permette di mitigare rischi materiali, inclusi quelli reputazionali, con effetti positivi sulla qualità degli investimenti e, nel lungo periodo, anche sulle possibili performance.
L’ultimo decennio ha registrato un forte impulso regolatorio, soprattutto in Europa, volto a favorire trasparenza e a contrastare il fenomeno di greenwashing. Negli ultimi mesi, tuttavia, il contesto geopolitico ha introdotto elementi di discontinuità: in alcune giurisdizioni, in particolare negli Stati Uniti, i criteri Esg sono stati ridimensionati o limitati, mentre in Europa sono in corso riflessioni su settori come la difesa, con implicazioni etiche e metodologiche rilevanti. Nonostante uno scenario in evoluzione, la nostra missione rimane immutata: permettere alle persone di investire in modo responsabile e contribuire a un modello di sviluppo sostenibile. Continuiamo a farlo con coerenza e rigore, offrendo esclusivamente fondi etici e mantenendo un approccio pionieristico basato su trasparenza, analisi approfondita e stewardship attiva”.

 

In che modo Etica SGR è riuscita a ricavarsi uno spazio nell’affollato mondo del risparmio gestito italiano?

“Fin dalle origini, Etica SGR ha lavorato per affermare che la finanza etica non è filantropia, ma un approccio d’investimento fondato su metodologie Esg rigorose, capaci di mitigare i rischi e sostenere le performance nel lungo periodo. La società ha seguito un percorso di crescita peculiare: a differenza di molti operatori Esg trainati dagli investitori istituzionali, Etica SGR è stata inizialmente scelta soprattutto dalla clientela retail, attratta dalla coerenza valoriale e, successivamente, dai risultati consolidati. In un settore che tradizionalmente comunica attraverso metriche tecniche – rendimento, volatilità, duration, benchmark – Etica SGR ha introdotto criteri nuovi per dialogare con il risparmiatore: il rispetto dell’ambiente, la tutela dei lavoratori, l’attenzione ai diritti civili e l’esclusione di Paesi dove tali diritti non sono garantiti. Questo approccio ha costruito una base di clientela solida e consapevole, cresciuta progressivamente fino a comprendere anche investitori istituzionali. La composizione della nostra clientela presenta inoltre alcune peculiarità significative: un’età media leggermente inferiore a quella del settore e una prevalenza femminile, un dato particolarmente rilevante in un ambito in cui, ancora oggi, la maggior parte delle decisioni di investimento è spesso attribuita agli uomini. Questo trend riflette l’attenzione che Etica SGR dedica da sempre ai temi della diversity, dell’inclusione e dell’impatto sociale. È grazie a questo insieme di scelte coerenti, metodologiche e valoriali che la società è riuscita a ritagliarsi uno spazio credibile e distintivo nel panorama del risparmio gestito italiano, ricevendo anche l’appoggio di un numero crescente di collocatori presenti su tutto il territorio nazionale”.

 

Esiste davvero una finanza etica e in che cosa consiste?

“La finanza etica esiste e rappresenta un’evoluzione della finanza sostenibile. Sebbene entrambe condividano l’obiettivo di promuovere investimenti responsabili, la finanza etica si distingue per il suo approccio rigoroso, che non ammette compromessi su tematiche fondamentali come i diritti umani e la sostenibilità ambientale. A differenza della finanza sostenibile, che per motivi politici può giustificare investimenti in settori controversi come la difesa, la finanza etica esclude a priori questi ambiti, privilegiando esclusivamente quelli che contribuiscono positivamente alla società e all’ambiente, con l’obiettivo di generare performance finanziarie positive senza però intaccare il bene comune. Il cuore della finanza etica è il ripristino della funzione originaria della finanza stessa: diventare uno strumento al servizio dell’economia reale, capace di finanziare imprese che generano valore non solo per gli azionisti, ma anche per i lavoratori, l’ambiente e le comunità. In tal senso, non si tratta di scegliere tra rendimento e responsabilità, ma di trovare soluzioni che provino a coniugare entrambi, cercando di monitorare al contempo che gli investimenti non finanzino attività in contrasto con i valori etici e morali dei risparmiatori”.

 

In un contesto dove discernere tra ciò che è bene e ciò che è male è sempre più difficile, come intendete muovervi?

“In un contesto dove la distinzione tra ciò che è etico e ciò che non lo è diventa sempre più complessa, Etica SGR cerca di mantenere un approccio rigoroso, pur mantenendosi aperta al dialogo e alla riflessione sulle nuove sfide. L’intelligenza artificiale è un esempio emblematico: pur non essendo contrari all’innovazione tecnologica, riteniamo fondamentale riflettere sul suo utilizzo etico. A questo riguardo, abbiamo aderito alla Collective Impact Coalition for Ethical Artificial Intelligence, una coalizione internazionale che promuove l’uso responsabile dell’IA, coinvolgendo investitori e stakeholder globali per sensibilizzare le aziende sull’importanza di adottare pratiche etiche. Un tema altrettanto cruciale è l’uso dell’intelligenza artificiale nei sistemi di armamento. Come parte della nostra azione, abbiamo promosso la campagna Stop Killer Robots, che si oppone all’uso di armi autonome basate su algoritmi di IA. Attualmente, manca una regolamentazione internazionale per governare l’uso di tali tecnologie, una lacuna che potrebbe avere gravi implicazioni in un mondo sempre più segnato da tensioni e conflitti. La nostra iniziativa punta a sensibilizzare le istituzioni internazionali, come l’Onu, sulla necessità di normative che disciplinino l’uso di queste armi, un aspetto che riteniamo fondamentale per la sicurezza e l’etica globale”.

Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

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