Nell’ultimo incontro a Bruxelles tra i leader dei Paesi europei è emersa una convinzione: l’euro può essere una grande opportunità per il blocco. È quanto sostengono alcune persone informate sulle discussioni, che riferiscono di colloqui privati tra il presidente francese Emmanuel Macron e la governatrice della Banca centrale europea, Christine Lagarde. Nei colloqui, il numero uno dell’Eurotower ha parlato di situazioni da sfruttare a proprio vantaggio per l’Europa, considerata la confusione che traspare negli Stati Uniti con le politiche aggressive di Trump che mettono sotto pressione il dollaro USA.
Quest’anno l’euro ha guadagnato terreno nei confronti del biglietto verde, perché gli investitori temono che i dazi trumpiani manderanno l’economia americana in recessione e il taglio delle tasse finirà per squassare il bilancio del Tesoro. Allo stesso tempo, il mercato ha apprezzato l’uscita della Germania dai suoi diktat fiscali ultradecennali con l’approvazione di una riforma costituzionale che libera 1.000 miliardi di euro per la crescita. Si tratta quindi di cogliere la palla al balzo e puntare su un nuovo modello che metta al centro la moneta unica nei rapporti commerciali internazionali. “Non dobbiamo nasconderci, l’euro è stato un grande successo per 25 anni”, ha detto questo mese il presidente della Bundesbank, Joachim Nagel. “Alla fine, se ci posizioniamo come più competitivi, allora l’euro come valuta di riserva ne beneficerà di più”.
Euro: opportunità o illusione?
Ma l’euro può davvero prendere il posto del dollaro? Tutte le volte che da più parti sono state avanzate ipotesi di questa portata in passato, si è andati sistematicamente a sbattere contro il muro della realtà. Gli ultimi dati istituzionali dicono che la moneta statunitense rappresenta il 60% delle riserve mondiali, a fronte del 20% dell’euro. Quindi, quantunque un po’ ammaccato rispetto a qualche tempo fa, il dollaro USA è ancora il dominus assoluto.
Inoltre, l’Europa sta cercando di compattarsi di fronte all’ostilità dell’amministrazione Trump, ma l’unione bancaria e dei mercati dei capitali più volte caldeggiata da personaggi di spicco come Mario Draghi, è in stallo da anni. Ancora non si riesce a dare il via libera senza remore a obbligazioni congiunte, che potrebbero rendere l’euro più attraente per gli investitori. Lagarde ha detto ai leader europei che ci saranno più investimenti da coloro che cercano un’alternativa agli asset in dollari se Bruxelles riuscirà a progredire sul fronte dell’integrazione dei mercati dei capitali, hanno riferito le persone informate. Macron da anni spinge affinché si arrivi a un prestito congiunto per finanziare alcune spese quali la difesa e la tecnologia.
“Abbiamo una reale opportunità di creare un vero sistema finanziario di fiducia in Europa con opportunità per gli asset sicuri europei, ma non subito, è una questione di potenziale”, ha detto Michala Marcussen,capo economista di Société Générale. “Non credo che stiamo per passare da un sistema basato sul dollaro a un sistema basato sull’euro”. Una ventata di ottimismo e di speranza è arrivata invece da Jens van ‘t Klooster, economista politico dell’Università di Amsterdam. “Ci sono una serie di vantaggi che sono sia economici che geostrategici. Non ci siamo ancora, questo è chiaro, ma le persone sottovalutano la velocità con cui queste cose possono muoversi”, ha affermato.









