Fed: 4 punti a cui fare attenzione nel meeting di marzo 2022
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Fed: 4 punti a cui fare attenzione nel meeting di marzo 2022

Fed: 4 punti a cui fare attenzione nel meeting di marzo 2022

Inizia oggi la 2 giorni di riunione della Fed riguardo il consueto appuntamento mensile sulle decisioni di politica monetaria. Questo meeting però avrà un’importanza speciale, perché dopo 4 anni la Banca Centrale americana alzerà i tassi d’interesse. La decisione giunge in un contesto estremamente difficile per l’istituto monetario, che ha dovuto fare qualche passo indietro rispetto a prima che scoppiasse la guerra Russia-Ucraina

L’inflazione rimane il nemico numero uno ma l’aggressività della Federal Reserve sarà probabilmente calibrata a quanto succede nell’Est Europa e alle ripercussioni che il conflitto potrà avere sull’economia americana. La conferma è stata data proprio dal Governatore Jerome Powell qualche settimana fa nella testimonianza davanti al Congresso USA, dove il 69enne di Washington ha rassicurato i mercati circa l’attenzione a questo aspetto nelle scelte che adotterà la Fed.

 

Fed: ecco cosa attendersi dalla riunione

I punti su cui gli osservatori di mercato drizzeranno le antenne, soprattutto durante la conferenza stampa di Powell a conclusione del meeting, saranno fondamentalmente 4: i tassi d’interesse, l’inflazione, le prospettive economiche e il bilancio. Il costo del denaro è atteso aumentare dello 0,25% in questa riunione. Difficile immaginare che la Fed sorprenda con una mossa più aggressiva, proprio per evitare di scuotere oltremodo i mercati, già sotto pressione per quanto sta succedendo con la guerra Russia-Ucraina. 

Il punto chiave è un altro, ossia se questo sarà un aumento da colomba o da falco. In altri termini, agli investitori interessa sapere da qui alla fine dell’anno come si comporterà la Banca Centrale sul fronte tassi. Ne arriveranno 7 come il mercato si attende? Oppure saranno dati segnali di maggiore prudenza? I membri del FOMC aggiorneranno il loro dot plot, dove ognuno mostra una griglia di dove i tassi potranno andare per i prossimi 3 anni. Sicuramente ci saranno aggiornamenti rispetto all’ultimo dot plot che disegnava in genere solo 3 aumenti quest’anno e 6 nei prossimi 2 anni. 

L’inflazione sarà un altro punto cardine. Le proiezioni di dicembre per il 2022 da parte del FOMC hanno probabilmente sottovalutato la dinamica dei prezzi, dal momento che stabilivano un indice dei prezzi al consumo del 2,7%. Gli economisti in media prevedono che il costo della vita aumenterà per l’intero anno a circa il 4%. La revisione al rialzo dell’istituto centrale implicherà inevitabilmente una serie di misure restrittive di politica monetaria, ancor più se il contesto dovesse essere di crescita forte. 

Al riguardo, emerge il terzo punto da osservare con attenzione, ossia il PIL statunitense. Le proiezioni indicano un incremento quest’anno del 4%, ma non tengono ancora in considerazione dei riflessi della guerra Russia-Ucraina. Recentemente Goldman Sachs ha abbassato le stime per il 2022 al 2,9%, per via del fatto che secondo la banca d’affari americana il rischio geopolitico della Fed è arrivato al livello più alto dalla guerra in Iraq. 

Di conseguenza anche le stime sul mercato del lavoro potrebbero essere riviste. L’istituto guidato da Jerome Powell considera questo parametro estremamente importante per decidere in merito a quanto stringere sulla politica monetaria. Finora le previsioni sono state di un tasso di disoccupazione del 3,5%, che sancisce la piena occupazione. Alla luce del contesto macroeconomico e geopolitico in peggioramento, è probabile che il tasso stimato possa salire. 

Infine vi sarà da prestare attenzione al bilancio. Attualmente le disponibilità obbligazionarie della Fed sono arrivate a quasi 9.000 miliardi di dollari, quindi si attendono comunicazioni riguardo quando si inizierà con la riduzione dei titoli. Questo mese si conclude il quantitative easing con il round finale di 16,5 miliardi di acquisti di mutui. Dopodiché la Banca Centrale dovrebbe dare il via al quantitative tightning, che al contrario consiste nel ridurre le partecipazioni in essere. 

Secondo gli analisti di Wall Street l’avvio potrebbe avvenire a partire da questa estate con 100 miliardi di dollari di proventi obbligazionari ogni mese che non saranno reinvestiti. È possibile che già da domani sera in conferenza stampa Powell dia qualche indicazione, se incalzato sul tema dai giornalisti.

 

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